E’ stato
presentato oggi a Roma, il progetto “Innovare per competere – Iniziative per lo
sviluppo dell’Ict”, una guida - realizzata da Confcommercio – che ha
l’obiettivo di fornire alle Pmi strumenti e opportunità per aumentare il grado
di innovazione tecnologica e consentire il superamento del digital divide
che ancora frena le realtà economiche di minori dimensioni. La guida, oltre ad
affrontare le problematiche di approccio connesse all’utilizzo delle tecnologie
Ict nelle imprese del terziario, fornisce informazioni sulle opportunità di
finanziamento e incentivazione per l’innovazione delle Pmi. Nei prossimi mesi
il progetto sarà presentato in altre città italiane fino all’ultimo
appuntamento di ottobre a Milano. Nel corso della conferenza sono stati
presentati, dall’amministratore delegato Net Consulting Giancarlo Capitani, i
risultati di una ricerca sulla diffusione e l’uso dell’Information Technology e
di Internet nelle imprese della distribuzione, del turismo e dei servizi (vedi
allegato in fondo alla pagina N.d.R.). Alla presentazione del progetto hanno
partecipato, tra gli altri, il vicepresidente di Confcommercio, Umberto Paolucci,
il Capo di Gabinetto del ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, Andrea Mancinelli,
il presidente di Assintel Giorgio Rapari e il vicepresidente di
Comufficio Antonio Emmanueli. Il vicepresidente di Confcommercio
Paolucci, ha sottolineato l’importanza del progetto Innovare per Competere,
“soprattutto per la diffusione sul territorio di una certa cultura dell’innovazione che è essenziale per
aiutare le aziende nelloro processo di avvicinamento all’information
technology”. “Dobbiamo far capire – ha aggiunto Paolucci – che l’Ict non è solo
un costo ma rappresenta un investimento che produce anche grandi ritorni. Il
problema è che molte volte gli imprenditori non conoscono neanche le
opportunità di finanziamento che ci sono per realizzare determinati progetti”.
Secondo il presidente di Assintel Giorgio Rapari, “il primo degli obiettivi
deve essere quello di colmare il divario digitale esistente: fornire cioè
strumenti che consentano alle imprese ritardatarie, che sono poi soprattutto le
micro e piccole imprese del Terziario, di mettersi al passo con gli standard
tecnologici minimi richiesti”.