Prezzi alla produzione in diminuzione a maggio
L’Istat ha reso noto che a maggio i prezzi alla produzione
dei prodotti industriali sono scesi dello 0,4% rispetto ad aprile e aumentati
del 3,1% su maggio 2004. Il calo congiunturale dello 0,4% (primo segno meno da
dicembre scorso e diminuzione più ampia dall'aprile 2003, quando si registrò un
calo dello 0,6%) spiegano i ricercatori dell’Istituto di statistica, si deve
per l’80% alla diminuzione dei prodotti petroliferi e per il 20% a quello dei metalli. Sull’aumento tendenziale
del 3,1%, viceversa, pesa per il 26% il rincaro dei prodotti petroliferi e per
un altro 26% quello dell’energia. L’indice calcolato al netto dei prodotti
petroliferi raffinati e dell’energia elettrica, gas e acqua, infatti, registra una
variazione congiunturale pari a -0,1%, mentre quella tendenziale è stata pari a
+1,8%. Nel mese di maggio, pertanto, c’è una sorta di tregua su base
congiunturale delle impennate del greggio. Su base mensile, infatti, i beni
dell'energia sono calati dell’1,5%, mentre quelli di consumo hanno registrato
una variazione nulla, i prezzi dei beni strumentali sono in aumento dello 0,1%
e quelli dei beni intermedi in calo dello 0,3%. Anche guardando ai vari settori
di attività economica si nota che la diminuzione congiunturale più rilevante
riguarda i prodotti petroliferi raffinati (-3,7%), anche se l’aumento più
marcato appartiene al settore energia elettrica, gas e acqua (+0,5%, dovuto al
rialzo del prezzo del gas naturale distribuito). Quando si guarda, invece, il
dato tendenziale il peso della galoppata del greggio torna a farsi sentire. Il
raggruppamento energia cresce infatti, rispetto a maggio 2004, del 10,2%: i
beni di consumo registrano invece un aumento dello 0,7% (+1,1% per quelli
durevoli e +0,5% per quelli non durevoli), i beni strumentali registrano un
incremento dell’1,6% e quelli intermedi del 2,7%. Un andamento, questo,
confermato dall’analisi per settore di attività economica dove troviamo un
+10,4% per i prodotti petroliferi raffinati, un +9,9% per energia elettrica,
gas e acqua e un +8% per i prodotti delle miniere e delle cave.