Prima di cominciare la sua audizione in Parlamento sul
Dpef, il presidente di Confcommercio Sergio Billè ha sottolineato che “questo
documento, per quel che esprime, può essere certamente condivisibile, ma
purtroppo somiglia troppo a quelle promesse di matrimonio che non si sa poi se,
quando e come si potranno concretizzare”. “Non è così –ha aggiunto Billè - che possiamo pensare di affrontare una situazione
economica che oggi, per la sua speculare gravità, richiederebbe, invece, subito
un piano che, corredato da dati, cifre, reali riscontri e scadenze, assicurasse
un vero tracciato di percorribilità”. “E mi pare assurdo – ha concluso il
presidente di Confcommercio - dover attendere altri due mesi e forse più per
avere tutto questo. La verità è che i tempi della politica e quelli
dell’economia continuano a muoversi su fusi orari diversi e questo per il Paese
è davvero un gran guaio”.