“O il nuovo documento di programmazione economica metterà in cantiere qualcosa di serio, da un lato, per almeno arginare l’aumento dei costi di gestione delle imprese e, dall’altro, per tutelare maggiormente il potere di acquisto alle famiglie o i consumi
prenderanno, da qui a poco, un altro bagno. Ed è questa l’ultima cosa che lo Stato si può oggi permettere”. Lo ha dichiarato Sergio Bille', presidente di Confcommercio e della Fipe, aprendo i lavori a Saint Vincent della 60/a Assemblea della Federazione italiana pubblici esercizi.
Tra le priorità individuate da Billè per risolvere la situazione: “mettere finalmente un po’ di ordine nella enorme e troppo spesso improduttiva spesa pubblica corrente perché fino
ad ora, da questo punto di vista, mi pare si sia solo scherzato; non riusciremo mai a far quadrare i conti con i parametri di Maastricht se non rivedremo dalle fondamenta anche il nostro patto di stabilità interna”. La seconda priorità, sempre secondo Billè, si chiama
energia: “non possiamo più su temi come questi restare ancora appesi al chiodo delle semplici promesse perché chi pagherà il costo di questi ritardi sarà sempre di più il sistema di mercato”.
Sulla situazione generale Bille' ha osservato: “mi piacerebbe essere ottimista, ma non riesco ad esserlo più di tanto fino a quando non potrò verificare quale reale grado di
affidabilità abbiano le misure contenute in questo Dpef e poi in quale direzione esse si muovano per il raggiungimento di quali primari obiettivi. Altre inefficaci o ingannevoli
operazioni di soccorso rischierebbero di accrescere quel
senso di angoscia e di frustrazione che è ormai diventato pane quotidiano”.