Dpef: parola d’ordine, lotta
all’evasione fiscale
Niente aumento dell’Iva, ma
ricerca di nuove risorse attraverso una più stringente lotta all’evasione
fiscale. Il ministro dell’Economia Domenico Siniscalco stoppa con un no deciso
le voci che da giorni circolano sulla possibilità che nella prossima manovra,
le cui linee guida saranno contenute nel Documento di programmazione economica,
ci sarà un
ritocco delle aliquote dell’Iva.
“L’aumento dell’Iva e una tassazione delle rendite finanziarie - ha spiegato il
ministro - sono ipotesi che abbiamo già ripetutamente scartato perché non
avrebbe senso finanziare una riduzione di imposte come quella sull’Irap, con
l’aumento o l’introduzione di altre imposte”. “La nostra sfida - ha sostenuto
Siniscalco – è quella di mantenere il gettito senza alzare le aliquote, ma
aumentando la base imponibile ed evitando fenomeni di frode”. Più in generale
il ministro parlando alla presentazione del rapporto annuale dell’Agenzia delle
entrate ha sostenuto che il suo sogno è quello di “uscire definitivamente da
una finanza pubblica straordinaria e di emergenza per andare verso una finanza
il più noiosa possibile, fatta di entrate e uscite certe”. Il ventaglio di
ipotesi allo studio del Governo resta comunque ancora abbastanza ampio e alla
vigilia degli incontri che nei prossimi giorni Siniscalco avrà con le parti
sociali il quadro deve ancora essere definito. Se Siniscalco punta sul recupero
dell'evasione il suo collega Roberto Maroni punta l’attenzione anche sul blocco
delle deroghe del turn over nel pubblico impiego e da una più incisiva azione
contro il lavoro nero. “Sono i tre punti che coerentemente potrebbero garantire
risparmi strutturali rendendo possibile la riduzione della pressione fiscale”.