Gare d’appalto in base all’offerta economicamente
più vantaggiosa e non più al prezzo più basso: è quanto hanno chiesto in una
conferenza stampa svoltasi presso la sede nazionale di Confcommercio le aziende
di ristorazione collettiva che forniscono i pasti somministrati nelle mense (da
quelle aziendali a quelle ospedaliere, scolastiche, militari, dei centri estivi
e via dicendo) per non far saltare il mercato. A testimoniare il disagio del
settore, che muove un giro di affari da oltre 6 miliardi di euro e interessa
oltre 7 milioni di cittadini è stato l’ultimo fallimento in ordine di cronaca,
avvenuto il 25 maggio, della gara d’appalto indetta dell’azienda
Ospedaliero-Universitaria degli Ospedali riuniti di Trieste e disertata dalle
aziende perché la base d’asta era stata considerata dagli operatori troppo
bassa per poter offrire il servizio minimo indispensabile.
Oggi, infatti, gli operatori potrebbero ritrovarsi
nella condizione di non poter più garantire gli standard qualitativi forniti
finora, come previsto dal Codice Etico che le imprese associate ad Angem-Fipe
si sono date già dal 2003.
Per questo motivo Angem, l’associazione nazionale
gestori mense aderente a FipeConfcommercio, ha chiesto l’intervento della
pubblica amministrazione, dei Comuni e delle Regioni da cui dipendono le gare
d’appalto, affinché vengano applicati i criteri delineati nel documento “Linee
Guida per l’Offerta Economicamente più Vantaggiosa”, redatto a Bruxelles da
Ferco (Federazione Europea della Ristorazione Collettiva) ed Effat (European
Federation of Trade Unions in the Food, Agriculture and Tourism sectors) con il
sostegno della Direzione Generale per l’Occupazione e Affari sociali della
Commissione europea. Questi problemi, d’altra parte, non caratterizzano
soltanto il mercato italiano, ma riguardano tutto il mercato europeo e da
queste considerazioni è nata la necessità di rimettere ordine nel settore e
porre dei “paletti”, per far sì che le aziende della ristorazione collettiva
siano messe in grado di fornire a un giusto prezzo un servizio di qualità
elevata.
“La ricerca continua del prezzo più basso, ai
limiti del possibile – ha affermato il presidente di Angem-Fipe, Ilario Perotto
– va a discapito della qualità del servizio, che non viene attualmente
considerata dagli enti appaltanti. Ne deriva quindi una ‘guerra dei prezzi’ che
discredita tutto il settore e distrugge il mercato. Un mercato che non premia
la qualità e l’innovazione ma soltanto i prezzi più bassi strangola le aziende
e causa un processo involutivo, una regressione del settore”.