Sicilia: sui doppi prezzi la maggioranza “scricchiola”
Sulla questione dei doppi prezzi in Sicilia crescono le perplessità anche nelle file della maggioranza di centrodestra dalla quale era partito il disegno di legge che prevede l’obbligo di esporre il doppio prezzo (in euro e in lire) sui prodotti. Da Forza Italia e Udc, infatti, si sono levate le prime riflessioni sull’opportunità del disegno di legge. “Questa legge – ha detto l’assessore alla Presidenza della Giunta Regionale Michele Cimino - rappresenta una mancanza di fiducia ed una sanzione per le categorie produttive”. Ovviamente difendono il disegno di legge i proponenti forzisti Salvo Fleres e Giuseppe Catania: “l’obiettivo della legge è quello di permettere ai commercianti di uscire dalla spirale polemica che li individua come unici responsabili dell’attuale crescita inflazionistica ed ai consumatori di comprendere bene il costo di ciascun prodotto”. Tuttavia, dopo le rimostranze della Confcommercio e della Confesercenti regionali, il capogruppo alla regione di Forza Italia Dore Misuraca, ha detto che c’è la disponibilità della giunta ad accogliere le proposte migliorative avanzate dai commercianti”. Anche il capogruppo dell’Udc Nino Dina ha sottolineato la necessità di “convocare in commissione le associazioni di categoria prima di procedere alla votazione del disegno di legge sul doppio prezzo”. Insomma una misura da rivedere, proprio come ha invocato la Confcommercio siciliana: “consideriamol’obbligo del doppio prezzo- ha detto il vicepresidente vicario Roberto Helg – una misura inutile e diseducativa, visto che il pubblico ormai si stava abituando a ragionare in euro”. Una normativa che, secondo Helg “imporrebbe enormi costi per le aziende obbligate a reitichettare migliaia di prezzi”.