Bce:
crescita a rischio per caro greggio, tagliate le stime del Pil
Il rialzo del prezzo del petrolio mette a rischio la crescita dell’Eurozona. Lo evidenzia la
Bce nel consueto bollettino mensile di maggio. E gli effetti del caro greggio già si fanno vedere. La Banca centrale europea ha infatti ridotto le stime di crescita del Pil
Dell’Eurozona, sia per il 2005 che per il 2006. Per quest’anno, Francoforte si aspetta una crescita dell’1,6% rispetto alla precedente stima attestata all’1,8%, mentre per il prossimo anno, la Bce stima una crescita del 2% contro la previsione iniziale del 2,1%.
Invariate invece le previsioni per quanto riguarda l’inflazione, che dovrebbe rimanere attestata all’1,9% nel 2005 e all’1,8% nel 2006.
“Sulla stabilità dei prezzi, tuttavia - fa notare la Bce - rimangono i rischi provocati dalla dinamica dei prezzi del petrolio e da un potenziale effetto che potrebbero avere i
rialzi salariali. A tal proposito è importante che le parti sociali continuino ad assumersi le
proprie responsabilità”. Francoforte è inoltre ritornata sulla necessità per i Paesi membri dell’Eurozona di avviare le necessarie riforme strutturali. “E’ importante spiegare - afferma la Bce – ai cittadini l’importanza delle riforme strutturali, che progressivamente porterano più crescita e quindi più posti di lavoro, migliorando le società europee. Negli anni scorsi, le incertezze sulle riforme strutturali, in agenda in alcuni paesi dell’Eurozona, hanno frenato la necessaria fiducia dei consumatori e delle imprese. Un chiaro impegno
nell’avviare le riforme, spiengandone i benefici, avrano come effetto quello di ridurre le incertezze e dare un contributo considerevole al miglioramento delle previsioni
economiche”.
Inoltre, la Bce
fa notare che è necessario avviare al più presto la riforma del Patto di
Stabilità, per “rafforzare la credibilità fiscale dell’Unione europea”.