Ciampi:
“servono atti concreti per ridare fiducia”
E’ un appello quanto mai accorato quello che Carlo Azeglio Ciampi lancia alle forze politiche, di governo e di opposizione: occorrono subito misure anti-crisi, “atti concreti per ridare fiducia”. Il capo dello Stato denuncia il pericolo che la crisi economica si riduca a sterile argomento di polemica in una campagna elettorale lunga un anno, e avverte: “non possiamo lasciar trascorrere dodici mesi senza agire con determinazione: ne deriverebbe un deterioramento delle condizioni presenti, che di giorno in giorno si rivelano più serie”. Non è la prima volta che Ciampi lancia l’allarme sull’economia nazionale e chiama a raccolta le forze politiche. I suoi richiami si sono fatti insistenti nelle ultime settimane, e ora che è arrivata la gelata dei dati Eurostat, Ocse e Istat le
sue parole indicano un’urgenza non più differibile. La ripresa economica, dice, “non dobbiamo limitarci ad auspicarla: sta a noi, al nostro agire generarla, tutti debbono darsi da fare nel settore pubblico e privato, nell’università, nella ricerca”. E fra gli “atti concreti” che si possono varare, per stimolare la ripresa, per ridare fiducia, ricorda il capo dello Stato, ce ne sono “non pochi” a costo zero, “che non implicano aggravi
dei conti pubblici”.
“Per questo - prosegue Ciampi - mi auguro che le forze politiche, di governo come di opposizione, nelle loro azioni, come nei loro programmi affrontino l’ultimo anno della
legislatura come se fosse il primo della nuova”. Cioè rinunciando a calcoli elettorali, ad ogni opportunismo di partito, perché la crisi è ormai posta su un crinale scivoloso, e bisogna afferrarla subito, prima che produca danni più gravi a tutto il Paese. La partita non è perduta. Agendo subito, insiste Ciampi, si possono “gettare le basi per una
crescita sana e robusta, per riportare l’Italia nella pattuglia d’avanguardia dello sviluppo in Italia e nel mondo”. Ciampi riconosce che tutto ciò “non è facile”. “Ma - aggiunge - lo impone lo stato della nostra economia”.
L’appassionata perorazione è stata fatta dal presidente
della Repubblica davanti agli amministratori locali di Latina e al presidente
della Regione Lazio, Piero Marrazzo.