Il Governo scopre quattro carte per l’economia. Il vertice di Palazzo Chigi con le parti
sociali conferma gli obiettivi di fondo – riduzione dell’Irap, cuneo fiscale, crescita dimensionale delle imprese - mentre la strategia per lo sviluppo del Mezzogiorno si completa con il taglio del costo del denaro. “Sono soddisfatto, è stato un incontro
costruttivo”, ha commentato il ministro dell’Economia,
Domenico Siniscalco.
Il confronto, durato un paio di ore, ha avuto carattere interlocutorio. L’unica
novità riguarda il decreto legge che conterrà le norme per ridurre la
componente del costo del lavoro relativa all’imposta regionale sulle imprese
che è pari a 4 miliardi di euro. Il provvedimento, ha annunciato Siniscalco,
sarà varato entro giugno “per dare certezza
ai contribuenti per il pagamento dell’imposta in tempi dovuti” e costituirà “un unicum” con la Finanziaria 2006. Sul nodo della copertura però il Governo è ancora diviso. “Voglio proprio vedere come faranno”, attacca il ministro delle Politiche Agricole, Gianni Alemanno, la cui proposta di aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie è stata bocciata dal premier in persona. “E’ un intervento complicato a meno che non si possa
prevedere una no tax area”, la replica del collega leghista Roberto Calderoli (Riforme). Resta anche l’ostacolo del rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici. Su questo punto non si è compiuto alcun passo in avanti. Così le parti torneranno ad incontrarsi
giovedì 26 maggio per tentare di riannodare la trattativa dopo il dietro-front dell’Esecutivo sull’aumento.
Il Governo si è presentato in forze al tavolo. Oltre al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, c’erano i due vice (Gianfranco Fini e Giulio Tremonti), il sottosegretario Gianni Letta e una pattuglia di otto ministri. Dall’altra parte i 12 rappresentanti delle parti sociali: i vertici di Confindustria con il presidente Luca Cordero
di Montezemolo affiancato dai vice Marco Tronchetti Provera e Andrea Pininfarina, il numero uno di Confcomemrcio Sergio Billè e i leader di Cgil, Cisl e Uil (Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Adriano Musi in sostituzione di Luigi Angeletti). Aprendo la riunione, Berlusconi ha illustrato i rischi della congiuntura segnata dalla frenata del Pil e dall’emergenza conti pubblici. Poi ha presentato le proposte del Governo sottolineando che “per invertire la tendenza negativa dell’economia è necessario fare una foto condivisa della situazione”. In precedenza il premier aveva ricevuto a Palazzo Grazioli
il ministro Siniscalco e due rappresentanti dell’agenzia di rating Moody’s.