Ancic: “una stangata dalla Finanziaria 2005”
Imprese di informazioni commerciali vicine al “ko” se non
verranno modificate le norme introdotte con la legge Finanziaria 2005.
L’allarme è stato lanciato a Milano in occasione dell’assemblea generale di
Ancic, l’Associazione nazionale delle imprese di informazioni commerciali e
gestione del credito (aderente all’Unione del Commercio di Milano e alla
Confcommercio). “La Finanziaria 2005 – rileva Ancic - ha introdotto il
principio di “proprietà dell’informazione” e imposto il divieto di accesso e
riutilizzo commerciale delle informazioni catastali e ipotecarie. Ora le
imprese del settore devono stipulare obbligatoriamente una convenzione con
l’Agenzia del Territorio: per ogni singolo accesso alla banca dati si paga un
tributo di 4 euro più altri 4 euro per ogni singolo riutilizzo
dell’informazione commerciale”. “Questo significa – spiega Cosimo Elia,
presidente di Ancic – portare di fatto al collasso la nostra attività”. I
“report” realizzati dalle imprese di informazioni commerciali – ad Ancic
aderiscono tutte le maggiori aziende del settore (come Dun & Bradstreet,
Lince, Crif) che rappresentano l’80% di un mercato valutato, nel 2004, in 400
milioni di euro – contengono in gran parte questo tipo di informazioni “e la
norma – rileva Elia – non fa neppure distinzione fra l’attività di fornitura
delle informazioni così come sono e quella di un’elaborazione più complessa che
attiene all’attività propria delle imprese di informazioni commerciali”.
Nell’ordine del giorno approvato dall’assemblea di Ancic, che ha proclamato lo
stato di agitazione della categoria, si invitano le aziende a non sottoscrivere
la convenzione con l’Agenzia del Territorio: “norme così penalizzanti –
conclude Elia - porteranno molte imprese, soprattutto quelle più piccole, fuori
dal mercato con ripercussioni certe sugli occupati e l’indotto”. Sono 2.000, in
Italia, i dipendenti e collaboratori delle imprese di informazioni
commerciali.