“Il freddo ha salvato la stagione”. E’ questo il commento quasi unanime degli operatori di abbigliamento e calzature chiamati a fare il bilancio dei saldi invernali, che si sono conclusi lunedì. Franco Marinoni, direttore dell’Associazione dei Commercianti della provincia di Arezzo ha sottolineato che “le vendite nei due comparti erano state un po’ deludenti all’inizio della stagione e neppure il Natale aveva saputo smuovere con decisione i consumi”. Poi, lo scorso 7 gennaio, l’avvio dei saldi tanto atteso da molti, accompagnato subito dopo dall’arrivo del grande freddo. “E’ stato per via delle temperature rigide – ha aggiunto Marinoni - che quest’anno l’attenzione sui saldi si è mantenuta sempre alta. In genere, infatti dopo le prime due-tre settimane di vendite a pieno ritmo si assiste ad un calo, in contemporanea con l’introduzione dei prodotti per la nuova stagione. Calo che quest’anno non c’è stato”. Così, i circa 900 negozi coinvolti dal fenomeno a livello provinciale (694 quelli di abbigliamento e articoli sportivi, il resto diviso fra pelletterie e calzature) hanno potuto riprendere un po’ delle posizioni perdute nei mesi precedenti. E i saldi per loro si sono tradotti in una piccola iniezione di ottimismo. “Intendiamoci – ha precisato il direttore dell’Ascom aretina - niente di trascendentale, semplicemente un po’ di recupero, comunque di buon auspicio per la ripresa dei consumi. Inutile negare che il periodo non sia dei migliori per il comparto moda. Ci troviamo di fronte ad una stanchezza generalizzata dei consumi. Ma non disegniamo scenari catastrofici: rispetto all’anno scorso c’è stato un calo quantificabile in una media del 6%, che tutto sommato è accettabile e quasi fisiologica per i tempi che corrono. In compenso, i saldi hanno avuto maggiore verve rispetto a quelli dell’inverno 2004, registrando anche valori positivi del +10%”. La situazione in provincia di Arezzo è stata migliore di quella registrata in altre parti d’Italia, dove si sono avute perdite addirittura intorno al 20-30%.