Secondo l’Associazione dei Commercianti della provincia di
Arezzo, “il Codice del Commercio approvato dalla Regione Toscana per
regolamentare il settore, offre buoni strumenti per migliorare la rete distributiva
e far crescere le imprese.” “Siamo
soddisfatti- ha detto il presidente della Confcommercio aretina e di
Confcommercio Toscana Franco Scortecci - del rapporto di collaborazione
che si è instaurato fra la nostra associazione e la Regione”. “Molte delle
nostre proposte – ha aggiunto Scortecci - sono state adottate nel Codice.
Adesso saranno i regolamenti d'attuazione a dare un quadro più completo della
situazione su ogni singolo aspetto. Ci auguriamo che il clima collaborativo
prosegua anche in sede regolamentare, nella prossima legislatura”. Scortecci ha
sottolineato inoltre che “la nuova legislazione oltretutto garantisce una
tutela maggiore dei consumatori e cerca di riportare un giusto equilibrio fra
tipologia e qualità delle strutture di vendita. In questo senso sarà strategica
la concertazione tra enti locali e organizzazioni di categoria”. Molti i punti
di novità del testo unico. Uno su tutti l’abolizione dei Comuni turistici e non
turistici per quanto riguarda le aperture festive. “In alcuni casi – ha
chiarito il presidente Scortecci - la distinzione non rispecchiava più la
realtà delle cose. La scelta di concordare le aperture con tutti gli attori
sociali è sicuramente importante. Si deve però seguire una logica di area che
coinvolga più Comuni simili dal punto di vista turistico e commerciale. Bisogna
stare attenti ad evitare trattamenti non uniformi tra un Comune e l'altro e,
peggio, tra operatori dello stesso Comune. E’ del tutto anacronistica e
penalizzante, per esempio, la distinzione che consente ai negozi ubicati dentro
le mura di Arezzo e quelli situati poche decine di metri, oltre circa le
aperture domenicali.”. La politica di Confcommercio, che ha seguito da vicino
la nascita del nuovo Codice, ha segnato anche altre vittorie importanti. Una in
particolare è destinata ad incidere positivamente sul settore dei pubblici
esercizi: “Finalmente – ha spiegato Scortecci- si è riaffermato con forza il
principio della programmazione comunale nelle nuove aperture, attraverso piani
redatti in collaborazione con le organizzazioni di categoria. E' una scelta
vincente nella quale abbiamo creduto molto, che coniuga la necessità
dell’ingresso di nuove attività sul mercato con la tutela di imprenditori e consumatori sulla qualità della rete
commerciale. Qualità che una completa deregulation avrebbe messo a rischio.
Occorreva superare l’anarchia delle licenze facili che ha rischiato si dilagare
negli ultimi anni, senza peraltro garantire niente in termini di servizio alla
clientela, ma mettendo anzi a rischio gli equilibri di aziende consolidate nel
tempo”.