Carburanti, “non criminalizzare la categoria”
“Un conto è il dolo, altro conto sono le anomalie tecniche che non dipendono in nessun modo dal gestore e occorre quindi la massima chiarezza”. Questo il commento di Luca Squeri - presidente nazionale della Figisc, il sindacato dei gestori carburanti aderente a Confcommercio - in relazione dell’operazione della Guardia di Finanza che ha contestato la frode nell’esercizio del commercio a 24 distributori di Milano e provincia.
“Come gestori - prosegue Squeri - siamo i primi a volere che l’autorità di controllo svolga bene il suo lavoro per individuare i disonesti, ma la nostra preoccupazione è di evitare che si faccia di tutta l’erba un fascio criminalizzando ingiustamente un’intera categoria. Bisogna distinguere il dolo da quelle che sono anomalie tecniche, non infrequenti, sulla misurazione del carburante che non dipendono dal gestore, per esempio la 'staratura' delle pistole erogatrici di carburante sulle quali egli non può intervenire in alcun modo. Occorre perciò la massima chiarezza e trasparenza, anche divulgando nome, cognome e indirizzo di chi dolosamente si è comportato in maniera non corretta. Le semplificazioni rischiano solamente di disorientare il consumatore e di criminalizzare una categoria composta per la gran parte da imprenditori onesti”.
“Come sindacato - conclude Squeri - chiederemo immediatamente un confronto con la Guardia di Finanza per approfondire un quadro che, con gli elementi a nostra disposizione, ci pare sproporzionato: l’esperienza ci insegna che nella stragrande
maggioranza dei casi, a fronte di violazioni per le quali è obbligatoria la denuncia all’autorità competente, si arriva poi all’archiviazione”.