Conti pubblici: Eurostat
non convalida i dati italiani
Al momento Eurostat “non è in grado di convalidare i dati”
di Italia e Grecia sul deficit e sul
debito relativi al 2004. Inoltre, ha in corso discussioni con gli istituti
statistici di Portogallo, Lettonia ed Estonia che potrebbero condurre a una
revisione dei dati. Riguardo
all’Italia, l’Ufficio statistico dell’Unione europea spiega di non essere in
grado di confermare i dati a causa
della “registrazione di pagamenti al governo da parte di istituzioni
finanziarie che svolgono il ruolo di concessionari d’imposta per il Governo,
della classificazione settoriale di società controllate dal Governo, del
trattamento di un’operazione di cartolarizzazione, della contabilizzazione di
operazioni con riferimento al budget Ue, di incongruenze tra i dati sulla
liquidità e relativi alla competenza economica e divergenze statistiche nei
conti del Governo”. La chiarificazione di questi aspetti, prosegue Eurostat, “potrebbe
portare a una revisione al rialzo del deficit, in particolare per il 2003 e
2004”.
Da parte sua l’Istat ha replicato che conta di inviare entro
aprile ad Eurostat “alcuni primi risultati” degli approfondimenti ed “eventuali
nuove stime” sui conti pubblici italiani. Nella nota l’Istat spiega quali siano
le principali conclusioni alle quali è arrivato per il momento Eurostat riguardo alcune operazioni
contabili. La prima è la “preoccupazione concernente l’elevato livello
implicito delle discrepanze nell’aggiustamento stock-flussi che emergono dalla lettura
dei dati trasmessi in via provvisoria e la necessità di effettuare subito
ulteriori analisi in modo da fornire nuove informazioni prima della notifica di
settembre 2005”. L’istituto europeo punta inoltre all’”estensione della
verifica del trattamento dei flussi dalla Unione Europea verso le imprese
nazionali, al momento effettuata solo per gli anni 2003 e 2004, agli anni
precedenti. Ciò - spiega l’Istat - implica probabilmente una revisione dei
trasferimenti alle imprese da parte delle Amministrazioni pubbliche”.
Eurostat concentra inoltre l’attenzione “sulla classificazione, per gli anni 2003 e 2004,
dei versamenti delle banche titolari del servizio di riscossione delle imposte
al mezzo Mod.F24 come imposta in conto capitale. Eurostat - afferma ancora l’Istat
- ha avanzato delle riserve, affermando che questi versamenti debbono essere
considerati come partite finanziarie e
non come imposte e quindi senza incidenza sull’indebitamento netto delle
Amministrazioni pubbliche”.
Infine, “per la classificazione della società
Infrastrutture Spa e delle operazioni di cartolarizzazione SCIP2, vista la complessità e il carattere di interesse
generale delle due fattispecie non è escluso che Eurostat, prima di prendere le
decisioni in merito possa consultare il Comitato Monetario Finanziario e di
Bilancia dei Pagamenti”.