I
ministri delle Finanze della Ue hanno concordato una riformulazione del testo
del Patto di stabilità e delle norme sui deficit eccessivi in modo da dare ai
singoli Stati membri pi margine di manovra. I ministri, attesi da un nuovo
incontro prima di un vertice del Consiglio europeo di questa settimana, hanno
per deciso di non inviare nessuna risoluzione ai capi di Stato prima
dell’incontro di martedì e mercoledì e che sarà chiamato a formalizzare i nuovi
criteri interpretativi del Patto.
In
particolare, il nuovo patto dare ai governi varie ragioni per giustificare lo
sforamento del tetto del 3% nel rapporto tra deficit di bilancio e prodotto
interno lordo. Tra queste gli aiuti allo sviluppo economico, chiesti dalla
Francia, quelli agli investimenti pubblici, chiesti dall’Italia, la spesa in
ricerca e sviluppo e alcune altre clausole pùi vaghe che consentono
l’esclusione di costi sopportati per raggiungere obiettivi comuni europei.
Rigoristi scontenti, gli altri tutti abbastanza felici per un accordo al
ribasso che renderà difficilmente applicabili gli interventi per lo sforamento
dei target.
Contento il ministro dell’Economia italiano, Domenico Siniscalco, per il quale la nuova formulazione mette insieme i criteri della crescita con quelli della credibilità e che sottolinea come tutte le proposte dell’Italia sono state accolte. Credo che il consiglio di martedì e mercoledì sarà contento del risultato che gli proponiamo, ha detto Siniscalco ai giornalisti.