Spinto dalle “fiammate” del petrolio, con il Brent che
ieri ha superato la storica quota di 53 dollari, il prezzo della benzina è
arrivato a 1,2 euro al litro, oltre le 2.300 vecchie lire. Secondo dati di
mercato, nuovi rincari sono scattati sui listini con la Total che ha portato il
prezzo consigliato di un litro di verde a quota 1,201 euro al litro. In aumento
anche il listino dell’Ip che ha raggiunto i livelli segnati da sabato all’Agip
con la verde a quota 1,199. A seguire tutte le altre compagnie hanno messo mano
ai propri listini. La raffica di aumenti, continua a
riguardare anche il gasolio che viaggia ormai sui record storici di 1,086-1,088
euro al litro e che, da oggi, registra rincari generalizzati. Secondo
il presidente dell'Unione Petrolifera Pasquale de Vita, sulla nuova
volata dei prezzi al consumo dei carburanti pesano “gli assurdi picchi
raggiunti dal greggio sulle piazze internazionali”. Vita ha sottolineato che
sulle quotazioni petrolifere “stanno pesano fattori contingenti, quali l’ondata
di maltempo e le tensioni mediorientali”. “Ci sono una serie di situazioni
contingenti – ha detto de Vita - ma anche qualcosa di strutturale che inizia ad
emergere sul fronte dell’impennata dei consumi che ha ridotto al minimo le
capacità non utilizzate”. “Speriamo comunque – ha concluso de Vita - che il
superamento di situazioni contingenti, come quella climatica, possa attenuare i
picchi del greggio, ridimensionando gli assurdi livelli degli ultimi giorni”.