A febbraio inflazione all’1,9%
I dati definitivi dell’Istat confermano il dato tendenziale della stima preliminare sull’inflazione che si attesta all’1,9% febbraio. Su base mensile si è registrato un incremento dello 0,3% rispetto a gennaio. Al netto dei tabacchi, l’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato su base congiunturale dello 0,3% e su base tendenziale dell’1,6%. Il Foi, l’indice per le famiglie di operai e impiegati, è invece cresciuto dello 0,3% rispetto a gennaio e dell’1,8% rispetto a febbraio 2004 (+0,3% congiunturale e +1,6% tendenziale al netto dei tabacchi). L’indice armonizzato, infine, ha registrato una variazione negativa dello 0,1% rispetto a gennaio e un aumento del 2,1% rispetto a febbraio 2004. L’Istat ha precisato che la variazione congiunturale dello 0,3% dei prezzi è la più significativa da marzo dello scorso anno. Ad incidere sono stati in particolare gli incrementi dei capitoli altri beni e servizi (+0,7%), dei trasporti (+0,5%), dei mobili e dei servizi ricettivi e di ristorazione (+0,4% per entrambi). A livello congiunturale in particolare i servizi bancari sono aumentati del 4,8%: un aumento che risente dell’aumento dell’imposta di bollo. Guardando invece al dato tendenziale, stabile rispetto a gennaio, l’Istat ha spiegato che alla stabilizzazione ha contribuito soprattutto il favorevole andamento dei prezzi degli alimentari, che hanno registrato anche a febbraio un tasso tendenziale negativo (-0,4%). All’interno degli alimentari, va comunque notata una ripresa congiunturale dei prezzi degli ortaggi, aumentati del 2,7% rispetto a gennaio, anche se a livello annuale il tasso di variazione rimane ampiamente negativo
(-8,2%). Un effetto di accelerazione sull’indice hanno
invece avuto i capitoli dei trasporti e quello dell’abitazione, che insieme
spiegano poco meno della metà del tasso d’inflazione. In particolare per i
trasporti, l’aumento sul 2004 è stato del 4,3%, dovuto in parte
all’accelerazione dei prezzi dei carburanti e alla ripresa del prezzo della
benzina. Per quanto riguarda invece il capitolo abitazione, acqua, elettricità
e combustibili, l’aumento su base tendenziale è stato del 3,6%. L’aumento
tendenziale in assoluto più elevato è stato quello di bevande alcoliche e
tabacchi (+10,6%) e a crescere sono stati anche i prezzi del settore istruzione
(+3,6%). In diminuzione, invece, oltre agli alimentari, il capitolo
comunicazioni (-6,2%) e i servizi sanitari e spese per la salute (-1,2%). Tra i
20 capoluoghi di regione, gli aumenti più significativi sono stati quelli di
Aosta (+2,5%), Napoli (+2,4%) e Torino (+2,3%). Gli aumenti più moderati sono
stati invece quelli di Ancona (+1%) e Palermo (+1,2%).