Retribuzioni in crescita del 3,7%
Secondo i dati resi noti dall’Istat, le buste paga
continuano a crescere più del caro vita: nel primo bimestre del 2005 le
retribuzioni orarie dei lavoratori dipendenti italiani sono mediamente
aumentate del 3,7% su base annua, rispettivamente con un +4% a gennaio, la
crescita più alta che si registri fin dall’ottobre de 1997 (+4,5%), e un +3,4%
a febbraio. In entrambi i mesi l’inflazione si era attestata al +1,9% annuo.
Tra dicembre e gennaio i salari sono cresciuti dello 0,8%, mentre tra gennaio e
febbraio l’incremento è stato quasi nullo, con un +0,1%. Nel 2004 le ore di
sciopero (ore non lavorate per conflitti sui soli rapporti di lavoro) sono
state 4,8 milioni, pari al 15,7% in meno rispetto al 2003. Di queste oltre 4 su
10 (40,3%) sono da imputare al rinnovo del contratto, mentre un altro 31,9% ha
riguardato rivendicazioni economico normative. La maggior parte degli scioperi
ha coinvolto i dipendenti del settore della Sanità (65,2% del totale), seguiti
dai metalmeccanici (27,6%).Le retribuzioni orarie dei dipendenti
della pubblica amministrazione continuano a crescere con ritmi sostenuti: a
gennaio hanno registrato un generale +3,9% su base annua e a febbraio
l’incremento si è attestato al +3,1%. Ma il dato generale nasconde forti
diversificazioni tra i vari comparti della Pa: salari fermi per
dipendenti di ministeri, scuola, ricerca ed
enti pubblici non economici, mentre le buste paga corrono per la Sanità (+5,6%
annuo a gennaio), gli enti locali (+6,1%), e le agenzie fiscali (+5,9%). Tra
dicembre e gennaio le buste paga della Pa sono aumentate dell’1,8%, mentre tra
gennaio e febbraio l'incremento si è limitato al +0,1%. Il forte incremento di
gennaio è stato interamente determinato dall’accoglimento dei miglioramenti previsti
dal Dpr del 21 dicembre 2004 sul trattamento delle forze dell’ordine e delle
forze armate.