“Senza uno scatto si continuerà
a gestire la crisi ma non a progettare il futuro, mentre il turismo è il vero petrolio italiano”. Parole
di Sergio Billè, presidente della Confcommercio, intervenuto al convegno
“Turismo, settore chiave per il rilancio dell’economia italiana”,
organizzato dallo Skal International d’Italia,
organizzazione di promotori del turismo mondiale, che si è svolto nella
sede di Confcommercio. “Questo giacimento è ancora lì - ha spiegato Billè -
sottoterra e attende di essere tirato fuori. Mi sarebbe piaciuto che nel ddl
sulla competitività, fosse stato scritto molto di più di quanto è stato fatto”.
“Continuiamo ad occuparci di
prodotti cinesi - ha proseguito il presidente di Confcommercio - ma non dei
milioni di cinesi che stanno per approdare in Europa e saranno una grande fonte
di ricchezza. E’ il turismo il petrolio, il futuro dell’Italia”.
Secondo Alessandro Cianella,
direttore generale di Federalberghi e coordinatore nazionale di Confturismo, il
2004 ha riservato pessime sorprese all’economia italiana sul fronte turistico:
solo tre regioni su venti hanno dato piena applicazione al disposto sulla legge
quadro sul turismo, la dotazione infrastrutturale dell’Italia è carente, manca
un quadro unico di riferimento. “Oggi - ha ricordato Cianella – l’attività
turistica vale, direttamente e per indotto, il 12% del prodotto interno lordo,
dà lavoro a 2 milioni di persone e contribuisce al saldo della nostra bilancia valutaria con quasi 30
miliardi di euro di spese turistiche degli stranieri. Tuttavia la grave
congiuntura economica ha fatto dell’ultima stagione estiva la peggiore
performance degli ultimi anni”. Cianella
non ha risparmiato forti critiche, evidenziando come “la situazione del turismo
italiano, settore di cui tutti i nostri politici parlano con entusiasmo senza
poi concretizzare alcuna iniziativa concreta, organica, strutturale, è una
situazione dai contorni davvero preoccupanti che rischia, se non
tempestivamente supportata, di degenerare”. Il coordinatore ha poi ricordato
come “il quadro internazionale della concorrenza non è confortante” e che la
spesa promozionale turistica dell’Italia, pari 24,6 milioni di euro, è un terzo
di quello della Francia (73,6 milioni)
e meno di un quarto della Spagna (102,4). “In questi anni - ha concluso
Cianella - abbiamo apprezzato gli
intenti di modernizzazione dell’economia del governo in carica in
materia di mercato di lavoro, per esempio. Ma è chiaro che questi interventi
non valgono nulla senza un adeguato sforzo per sostenere finanziariamente il
sistema delle imprese turistiche”.