Per la verità, vista l’esiguità dell’aumento proposto ( da 95 a 100 euro), più che di un rilancio si è trattato di una richiesta di “arrotondamento”, insomma di un qualcosa che almeno significasse la volontà del governo di andare maggiormente incontro alle attese dei colletti bianchi. Ma questa volta a dire un brusco “no” è stato il ministro dell’economia, Siniscalco (“non possiamo dare nemmeno un euro in più”) subito supportato da una dichiarazione del Presidente del Consiglio dello stesso tenore. Vicenda dunque finita prima ancora di cominciare? Non si può dire nemmeno questo perché, in soccorso ai questuanti, è sceso in campo anche il ministro degli esteri, Fini. “E’ vero, ha detto, che, nella vecchia finanziaria, era stato fissato il tetto dei 95, è anche vero però che il premier non ha escluso che altre risorse possano essere reperite con la finanziaria 2006” che è come dire: l’arrotondamento si potrebbe studiare in corso d’opera. E a questa tesi si sono immediatamente accodati anche esponenti di Forza Italia. Ma a non digerire questa polemica esplosa dentro le mura del governo è stato il sindacato. “ Noi non diciamo di sì a niente fino a quando non ci metteremo intorno ad un tavolo per una trattativa seria” ha reagito Pezzotta, leader del sindacato oggi più rappresentativo dei colletti bianchi. Ma siccome appare assai difficile che questa trattativa possa ripartire prima del voto regionale di domenica, tutto resta proprio a mezz’aria, cosa che al governo potrebbe creare qualche imbarazzo in più.