… di stabilità e sulle ipotesi di una sua revisione hanno
messo in mostra un tasso di litigiosità che è andato al di là delle più
pessimistiche previsioni. Stando alle
cronache e ai retroscena stilati dai corrispondenti sulla a dir poco,
convulsa riunione di ieri a Bruxelles, se ne sono viste, difatti, di tutti i
colori al punto che al Presidente del consiglio Ecofin, Jean-Claude Junker,
abile fin che si vuole ma non certo dotato di qualità divinatorie, sono ad un
certo punto saltati persino i nervi. La verità è che questo primo
incontro-scontro ha messo in chiaro quanto sia oggi difficile definire, nella
grande Ue, una politica di rilancio dell’economia che possa coniugare insieme
gli interessi dei vecchi con quelli dei nuovi soci e quelli di Francia e Germania e Italia con quelli di
Polonia, Slovenia, Ungheria ed altri. I primi, infatti, hanno bisogno, per
riprendere la via dello sviluppo, di disancorarsi in qualche modo dalle troppo
rigide regole del Patto di stabilità mentre i secondi, per stabilizzare le loro
monete e per ridurre il loro tasso d’inflazione, hanno bisogno dell’esatto
contrario. “Questo primo incontro, ha
detto un funzionario dell’Ue, ha creato, in molti dei suoi partecipanti, gli
stessi imbarazzi che possono avere, nella loro prima notte di nozze, quei
coniugi che, essendosi sposati per corrispondenza, non avevano ancora avuto
l’occasione di guardarsi in faccia. Ma quando cominceranno a conoscersi meglio,
forse qualcosa cambierà”.