I leader dei 25 Paesi dell’Unione Europea hanno approvato praticamente senza discussioni le nuove regole per l’applicazione del Patto di Stabilità e di Crescita. Ovvero quelle regole che allungano i tempi delle procedure di infrazione contro gli Stati che superano i parametri di Maastricht ed introducono una lunga serie di attenuanti che rendono più flessibile il Patto stesso.
Il testo dell’accordo raggiunto dai ministri dell’Ecofin è stato votato senza modifiche. E’ stato il presidente di turno del Consiglio Europeo, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, ad avvertire tutti prima dell’inizio dei lavori che non c’era spazio per emendamenti: “non penso che accetterò modifiche all’accordo, né sostanziali né
minori”. L’Italia, però, è riuscita a far inserire una nota a verbale nella quale si sottolinea “l’importanza di una appropriata considerazione degli investimenti pubblici” che
offre un appiglio al ministro delle Finanze di Roma per difendere eventuali sforamenti dei parametri dovuto a certificati investimenti in infrastrutture. “Le spese di investimenti - è scritto nella nota – debbono essere registrate nei conti pubblici imputando a ciascun
bilancio annuale la relativa quota di ammortamento, a differenza di quanto attualmente previst”. “E’ il riconoscimento di quanto avevamo sostenuto”, hanno commentato
soddisfatti il ministro dell’Economia Siniscalco e il premier Berlusconi.