Il Consiglio dei Ministri ha approvato il “pacchetto”
sulla competitività costituita da un disegno di legge e da un decreto legge. Il
ministro delle Riforme Roberto Calderoli e il ministro del Welfare
Roberto Maroni hanno detto che la Lega ha votano no solo sull’articolo 1
del decreto legge mentre ha approvato il resto del provvedimento. Maroni ha
sottolineato che senza l’inserimento dei dazi l’articolo 1 è inefficace e
incompleto”. Maroni ha poi precisato che “sulla questione dei dazi, la Lega
continuerà la sua battaglia in Parlamento”. Il ministro del Welfare parlando
poi più dettagliatamente delle misure del provvedimento, ha annunciato che non
ci sarà più bisogno della firma notarile per l’acquisto di auto nuove ed
usate”. Maroni ha poi detto che il provvedimento sulla
competitività stanzierà risorse per complessivi 4 miliardi di euro, un miliardo
l’anno. “Ci sono state leggere modifiche, ci sarà qualcosa in più qualcosa in
meno, ma è stato
sostanzialmente confermato l’importo”. Secondo il vicepremier Follini, “il provvedimento sulla competitività darà un primo importante scossone all’economia del paese. Era doveroso da parte del governo rispettare questo appuntamento”. Il decreto legge sulla competitività contiene la nuova norma sulla Dia, la dichiarazione di inizio attività. Nell’ambito delle iniziative per la semplificazione amministrativa, l’articolo relativo al silenzio-assenso, è stato inserito nel ddl. Dal principio del silenzio-assenso vengono esclusi i beni ambientali e culturali. Il Consiglio dei ministri ha deciso di demandare agli altri ministeri, insieme al ministero della Funzione Pubblica, la predisposizione di un regolamento che per ogni singolo atto amministrativo dovrà procedere all’inclusione od esclusione della norma.