Non c’era
bisogno di “quella specie di oracolo di Delfi sui generis rappresentato dal pur
autorevole settimanale britannico Economist” per scoprire i mali che affliggono
la nostra economia. Intervenendo a Teramo ai
festeggiamenti per il sessantennale di Confcommercio, il presidente Billé ha
ribadito i motivi della crisi che sta maturando nel Paese e che rischia
“in mancanza di vere scelte ed altrettanto drastiche terapie, di trascinare il
nostro sistema economico sulla soglia di un irreversibile declino”.
Billè ne ha indicati tre in particolare, a cominciare
dall’inadeguatezza delle strategie che politica e istituzioni hanno impiegato
per fronteggiare i problemi che la globalizzazione dell’economia stava ponendo
al nostro sistema di mercato: “sono almeno dieci anni che si gira in tondo su
problemi che si chiamano infrastrutture, logistica, costo del lavoro,
programmazione e risorse da destinare al vero settore trainante di ogni
economia, cioè il settore dei servizi che, invece, è stato lasciato nell’angolo
e trattato come una Cenerentola senza scarpetta”. Per continuare, ha proseguito
Billé, con “la pubblica amministrazione che, in questi anni, ha accumulato
sempre nuovi costi e nuove spese senza però riuscire ad adempiere ad una delle
sue principali funzioni, quella di braccio operativo a sostegno delle imprese e
di una politica di sviluppo del mercato”.
Il terzo motivo è la mancata risposta ad un quesito
fondamentale: “quali strategie le istituzioni della politica intendono adottare
per far uscire questo Paese da questa drammatica fase di stallo?”. Per il
presidente di Confcommercio “occorre fare ormai un vero e proprio salto con
l’asta: ma chi si sta davvero preparando oggi per realizzare una simile
performance? Per ora solo tutti coloro che, come noi, vivono di mercato e per il
mercato sono costretti a muoversi come gattini ciechi”.
“Dalla politica, di destra come di sinistra – ha concluso Billè - devono arrivare risposte che siano risposte. Dalla politica devono arrivare scelte che siano scelte. E vogliamo risposte che siano vere risposte e scelte che siano davvero all’altezza e nella dimensione dei problemi che questo Paese sta vivendo. Se no, avremo sprecato altro tempo e di tempo per sopravvivere ce ne è rimasto ormai assai poco”.