Settimana decisiva per la
manovra economica. Oggi la legge di bilancio e il decreto fiscale collegato
approdano al Senato mentre il via libera è atteso per venerdì 11 novembre. Il
carico dei duemila emendamenti presentati da maggioranza ed opposizione non e'
in grado di alterare la tabella di marcia allungando i tempi del dibattito.
Domani infatti il ministro dell’Economia Giulio Tremonti presenterà il
maxi-emendamento su cui il governo ha annunciato il ricorso alla fiducia.
L’iter della manovra da 26,9 miliardi di euro e' al riparo dalle sorprese ma la
maggioranza si presenta all'appuntamento in preda alle fibrillazioni. Il
viceministro Giuseppe Vegas ha lanciato un segnale distensivo agli alleati
dicendosi pronto a tener conto delle loro richieste. Ma lo spazio per
concertare le soluzioni e' ridotto al minimo. Nel maxi-emendamento confluiranno
il pacchetto famiglia da 1,14 miliardi di euro, alcune correzioni per ragioni
di copertura (sarà cancellata la tassa su dvd e cd e sarà ridimensionato da 350
a 50 milioni di euro il taglio agli aiuti ai Paesi in via di sviluppo) e le
leggi mancia per cui sono stati recuperati 500 milioni di euro (300 da
destinare in base alle decisioni del premier Berlusconi e 200 da impiegare
sulle indicazioni dei gruppi della Cdl divisi a metà fra Camera e Senato).
Intanto si fa incandescente il fronte degli enti locali. Giovedi' prossimo
sindaci e governatori manifesteranno a Roma contro la redistribuzione dei tagli
alla spesa (6,7% per Comuni e Province, 3,8% per le Regioni). Alla protesta
hanno aderito anche Cgil, Cisl e Uil. Della questione se ne riparlera' alla
Camera durante la seconda lettura del ddl. E non si sblocca il confronto sulla
riduzione del fondo sociale decurtato di 508 milioni di euro. Berlusconi si e'
impegnato in prima persona ma la coperta e' troppo corta. Fra le soluzioni allo
studio c'e' l'anticipazione sullo stanziamento dell'anno prossimo o l'impiego
dei fondi dell'Inail. Sul tappeto restano anche altri problemi. Si parte dal condono
previdenziale agricolo sollecitato dal ministro Gianni Alemanno e da una parte
di Forza Italia. Secondo la proposta del relatore Antonio Azzollini, i datori
di lavoro e gli agricoltori hanno tempo fino al 31 dicembre prossimo per
mettersi in regola versando una somma pari al 30% di quanto dovuto senza gli
interessi di mora. L'adesione dovra' essere formalizzata entro il 30 giugno
2006. Poi ci sono i minori trasferimenti ad Anas e Ferrovie su cui la Lega ha
manifestato forti perplessita'. Per concludere con le risorse per la cultura.
L'Udc e' pronto a fare le barricate per ottenere il ripristino del Fondo unico
per lo spettacolo.