La famiglia è salva. Il vertice di maggioranza, presieduto
da Silvio Berlusconi, ha deciso all’unanimità di non toccare le risorse
destinate alla famiglia nella Finanziaria cancellando la proposta di tagliare
140 milioni di euro a favore del Fondo unico per lo Spettacolo già “intaccato”
dalla scure di Tremonti. Si chiude la partita del fondo famiglia che torna a
1,14 miliardi di euro. Ma resta aperta quella sul Fus (l’entità definitiva sarà
stabilita soltanto la prossima settimana). Il segnale forte, sollecitato dal
presidente della Camera Pierferdinando Casini, e' giunto dopo un confronto
andato avanti a Palazzo Chigi per piu' di due ore. Al termine il segretario
dell'Udc Lorenzo Cesa non nasconde la soddisfazione. "E' stata una
riunione estremamente positiva. Abbiamo raggiunto l'obiettivo". Commento
positivo anche dal leghista Roberto Calderoli. "Quanto stabilito la scorsa
settimana e' stato ampliato con gli interventi per la prima casa e per gli
asili". Il fondo e' articolato in un bonus bebe' da 1.000 euro per il
secondo figlio nato nel 2005 (il costo complessivo e' di 250 milioni di euro) e
per tutti i neonati nel 2006 (500 milioni di euro). A seguire un sostegno per i
figli disabili (100 milioni), l'aiuto per l'acquisto della prima casa da parte
delle giovani coppie (100 milioni) e per chi manda i figli nelle scuole private
parificate (150 milioni). Infine il bonus da 40 milioni di euro per le scuole
materne e gli asili nido. Il pacchetto confluira' nel maxi-emendamento
all'esame del Senato da lunedi' prossimo. Escluso invece lo sgravio per
l'acquisto dei libri di testo scolastico proposto da Berlusconi. L'Unione
contesta l'iniziativa. "Si colpisce la famiglia quando si tagliano i fondi
agli enti locali limitando strutture, servizi, asili nido, scuole materne"
attacca Willer Bordon (Margherita). Giudizio negativo anche da sindacati ed
associazioni no-profit. Soluzione in vista anche per il Fus. "Ne abbiamo
chiesto il ripristino ed abbiamo avuto una risposta positiva da parte del
premier Berlusconi" ha aggiunto Cesa. "Attendiamo una positiva
definizione. Le risorse non sono ulteriormente comprimibili" ha aggiunto
il ministro dei Bani Culturali, Rocco Buttiglione. Secondo le indiscrezioni,
con un recupero di 100 milioni il Fus tornerebbe a quota 400 milioni rispetto
ai 464 dell'anno scorso. Il documento, firmato al termine del vertice della
Cdl, ha ratificato anche l'impiego di un fondo aggiuntivo pari a 500 milioni di
euro di cui la meta' sotto la responsabilita' diretta del premier. Intanto alla
commissione Bilancio del Senato e' scattato il rush finale per l'esame degli
emendamenti alla manovra. Fra gli altri e' arrivato il via libera agli articoli
22 e 23 che ridefiniscono i tagli alla spesa corrente degli enti locali (3,8%
per le Regioni, 6,7% per Comuni e Province). Probabilmente se ne riparlera'
alla Camera in seconda lettura (intanto le Autonomie hanno indetto una giornata
di protesta il 10 novembre). Nessuna novita' invece sul fondo sociale (mancano
all'appello 518 milioni di euro).