Il governo vara la riforma del
Tfr
Il Consiglio dei Ministri ha
approvato la riforma del Tfr. Il ministro degli Esteri Fini ha annunciato che
la riforma partirà dal primo gennaio 2008 e che il provvedimento approvato
prevede anche la moratoria per le piccole e medie imprese. Soddisfazione
dell’Udc: il ministro per la Funzione Pubblica Mario Baccini ha sottolineato
che “sono state accolte tutte le nostre proposte”. In merito all’ipotesi
che i lavoratori possano decidere di concedere il tfr ad
assicurazioni private, Baccini ha poi precisato che “non e' stata prevista
alcuna modifica in questo senso”. Il ministro degli Interni,
Giuseppe Pisanu e il ministro per gli Affari regionali Enrico La Loggia si sono
astenuti dal voto sulla riforma mentre al momento del voto il premier
Silvio Berlusconi non era presente”. In conferenza stampa del Welfare Roberto
Maroni, ha precisato che la riforma del Tfr
decollerà contestualmente a quella del “primo pilastro” e che prevede
l’innalzamento dell’età pensionabile da 57 a 60 anni dal 2008. Maroni, si è
detto “soddisfatto per questo accordo soddisfacente raggiunto anche grazie alla
mediazione del Ministro Tremonti”. “Questa riforma - ha detto Maroni – che è
una delle più importanti realizzate dal governo fa giustizia delle riduzioni
che toccano i giovani lavoratori cosiddetti precari e garantisce loro ad avere
una pensione più adeguata”. Fino al 2008, saranno in vigore le norme attuali
che già prevedono il conferimento del Tfr nei
fondi pensione. “I due anni di tempo in più previsti dal dlgs approvato oggi
dal Cdm per l’avvio della riforma del Tfr – ha
detto Maroni - consentiranno a quelle imprese le cui ragioni non condivido ma
di cui bisogna tenere conto, cioè le assicurazioni, di organizzarsi per essere
pronte alla sfida”. “La riforma del Tfr
approvato oggi dal Consiglio dei ministri prevede una moratoria a favore delle
piccole e medie imprese, ma poiché la partenza della riforma slitta al primo
gennaio 2008, penso che anche la moratoria possa adeguarsi, mantenendo fermi i
termini previsti. Con la riforma dal primo gennaio 2006 prevedevamo una
moratoria per le Pmi di 3 anni, ora penso a una moratoria di un anno, fino al
primo gennaio 2009”. “A partire da questo pomeriggio - ha aggiunto Maroni -
riprenderò quei contatti con l’Ania che erano sospesi oramai da mesi per
garantire la piena collaborazione del governo ad accogliere le loro richieste,
nel senso di verificare l’adeguamento
dei loro strumenti senza alcuno scopo persecutorio”. Infine, Maroni ha
precisato che i 700 milioni stanziati per il decollo della previdenza
complementare per il 2006 e il 2007 (200 milioni per l'anno prossimo, 500 per
il 2007) dovranno essere mantenuti nel sociale.