Giovani imprenditori: le donne voglio “contare” di più
Si è tenuto oggi a Palermo il terzo Forum Nazionale dei
Giovani Imprenditori di Confcommercio dedicato al ruolo della donna nel mondo
del lavoro: “Competitività? Ripartiamo da Eva. Un nuovo ruolo della donna nel
mondo del lavoro per colmare le lacune del nostro sistema produttivo e
recuperare il gap con l’Europa”. Per l’occasione è stata presentata una ricerca
effettuata dall’Istituto Piepoli che si occupa della discriminazione del
“gentil sesso” nella società italiana, nel mondo del lavoro e
nella politica. In primo luogo, la ricerca evidenzia che
tre quarti delle donne italiane ritiene che sia arrivato il momento anche in
Italia di avere una donna premier, come è accaduto pochi giorni fa in Germania.
Il 74% delle donne intervistate, infatti, considera
maturo anche per l’Italia il momento di avere un presidente del consiglio donna. L’89% delle intervistate ritiene ingiusta la scarsa rappresentanza femminile il Parlamento. Il sondaggio è stato condotto poche ore prima della bocciatura delle “quote rosa”, lo scorso mercoledì, nell’ambito della riforma elettorale approvata a Montecitorio. Poche tra le donne intervistate dichiarano scarso interesse per la politica (appena il 17%); la stragrande maggioranza (il 70%) si spiega questa discriminazione solo con le barriere che si frappongono al loro ingresso nei meccanismi della rappresentanza. Per quanto riguarda il lavoro, il 73% delle donne percepisce a diversi livelli una persistente disparità di trattamento e di considerazione a favore degli uomini. Il 25% delle intervistate sostiene di avere avuto molte difficoltà nell’ingresso nel mondo del lavoro. Una situazione che si traduce in vari aspetti: il 39% si sente discriminata al momento dell’accesso al lavoro (con punte del 43% di media nel centro-sud); il 37% nell’attribuzione delle qualifiche; il 32% nella mancanza di occasioni per migliorare e fare carriera; il 24% delle donne italiane ritiene di essere discriminata nella retribuzione. Una donna su tre, inoltre, dichiara di avere subito mobbing: per l’esattezza il 35% delle donne intervistate. Le punte si registrano nelle grandi aziende (40% dei casi) e a carico delle donne manager (39%). Le forme più frequenti di mobbing subito e dichiarato dalle donne riguarda l’eccesso di critiche e la mancanza di informazioni. Solo il 5% delle donne dichiara di avere subito molestie sessuali, anche se per il 55% delle intervistate è proprio questa la forma più odiosa di mobbing. Data la discrepanza del dato c’è da sospettare che non tutte le donne ammettano quando subiscono molestie. Infine, la famiglia. La grande paura delle donne che lavorano e' che la sottrazione di tempo alla famiglia. E’ il timore manifestato dal 52% delle donne. Con punte del 64% delle donne manager. Solo il 5% degli uomini si preoccupa di fare carriera e il 32% teme di guadagnare poco: rispettivamente per le donne di trovano percentuali del 12% e dell’11%. Insomma, sembra solo la donna a preoccuparsi delle tenuta familiare. Non a caso, se le donne potessero decidere in politica avrebbero come primo obiettivo (43%) una maggiore tutela della famiglia; il secondo obiettivo (32%) sarebbe correggere questa disparità di cui soffrono nel mondo del lavoro.