Finanziaria:
approvato il collegato fiscale
Primo passo in
avanti della Finanziaria 2006. La commissione Finanze del Senato ha
infatti licenziato il decreto collegato alla manovra in cui spiccano due norme
che faranno discutere. La prima estende alle altre religioni e al no-profit
l’esenzione Ici per gli immobili adibiti a scopi commerciali già approvata in
favore della Chiesa. La seconda riduce l’esenzione fiscale sulleplusvalenze da
rendite finanziarie al 91% nel 2006 e
all’84% nel 2007.
Intanto si stringono
i tempi della legge di bilancio. Il voto finale è atteso in Senato venerdì 11
novembre con una settimana di anticipo sulla tabella di marcia. Lo
ha annunciato il
capogruppo di Forza Italia, Renato Schifani, al termine del vertice di
maggioranza che si è tenuto ieri a Palazzo Madama. “Contiamo di concludere in
tempi ragionevoli
i lavori in commissione Bilancio e di votare la Finanziaria intorno
all’11 di novembre, anzi daremo il voto finale proprio in quel giorno”.
Stabilita la
scadenza, restano incerti i contenuti del maxi-emendamento su cui il Governo
porrà la fiducia. La corsa ad ostacoli prosegue in attesa delle prime
decisioni sui temi
caldi del momento. Sul piano-famiglia la Cdl rischia di spaccarsi. Udc e Lega
concordano di suddividere il miliardo di euro disponibile tra bonus per primo e
secondo figlio per una cifra complessiva di 750 milioni di euro. Il resto
verrebbe destinato alle sovvenzioni per le scuole private e i portatori di
handicap. Nelle
priorità di An, invece, appare una variante. Il ministro delle Politiche
Agricole, Gianni Alemanno, ha confermato “il rifinanziamento delle scuole
private, i disabili gravi nelle famiglie e il bonus per il secondo figlio già
concordati con gli alleati”
aggiungendo però
il sostegno all’affitto o all’acquisto della prima casa per le giovani coppie.
Forza Italia tenta di smorzare le polemiche. Ma il ministro leghista, Roberto
calderoli, invita gli alleati “a non ciurlare nel manico inventandosi pluralità
di interventi”.
Comunque sia la
copertura è a rischio. Da Londra il premier Silvio Berlusconi ribadisce
l’altolà alla revisione della tassazione sulle rendite finanziarie sollecitata
a più riprese da An e Udc e a Roma gli
fa eco il ministro Giulio Tremonti che torna a smentire il ricorso
al condono. Una nota
del Tesoro ha infatti definito “prive di ogni fondamento” le notizie
sull’ipotesi di un concordato di massa. La quadratura del cerchio è resa ancora
più
ardua dalla Lega
che riapre il fronte delle imprese con due richieste precise: taglio parziale
dell’Irap a vantaggio delle piccole imprese e rinvio di un anno per
l’adeguamento
degli studi di settore.
Riguardo alle
Autonomie, invece, il faccia a faccia decisivo su fondo sociale e sanità
previsto per oggi slitta al 4 novembre.