Finanziaria, Billè: “gli applausi di Confindustria sono
sospetti”
“Le primarie dell’Unione? E’ un risultato da esaminare con molta attenzione”. Lo afferma in un’intervista all’Unità il presidente di Confcommercio, Sergio Billè. “Qual è il primo significato? Che l’epoca dei contratti con gli italiani e delle suggestioni è un’epoca finita. E penso che nell’imbuto di questo risultato si siano riversati i malumori di chi ha le tasche piene di avere le tasche sempre più vuote. E per come sta andando la nostra economia credo che sia una reazione emotiva più che comprensibile”. “Comunque occorre che l’Unione spieghi con chiarezza come intende agire per fare uscire questo Paese dalla crisi. Perché fino ad oggi l’Unione ha detto assai poco. Nelle prossime
settimane molte cose devono essere chiarite. Mi devono spiegare come risolvere il problema della crisi manifatturiera, come risanare il debito senza picchiare ancora in testa a famiglie e imprese, come ridurre le spese di una pubblica amministrazione che già ai tempi di Prodi a Palazzo Chigi si stava gonfiando oltre misura. E infine come liberalizzare il sistema di mercato”.
Che giudizio dà della Finanziaria? Chiede poi l’Unità. “Che era e resta la meno peggio possibile. Perché punta a interventi anche strutturali della spesa pubblica. E non mi si venga a dire che questi tagli sono impossibili. Anche a sinistra si comincia a fare qualche discorso serio per eliminare tutta una serie di incrostazioni e impalcature non essenziali”.
Montezemolo ha parlato di una “Finanziaria responsabile che aiuta la crescita”. Billè risponde: “non mi spingerei a tanto. Battere le mani come ha fatto Confindustria mi sembra un po’ eccessivo e, mi consenta, un po’ sospetto'”. Sul Tfr Berlusconi ha detto di non volere fare regali al sindacato ? “E’ stata una sortita stupefacente. Anche se viene da una persona che non ha mai mancato di stupirci. E’ chiaro che questa legge si è incagliata in scogli che non emergono in superficie. E che sarà difficile disincagliarle. Io continuo a pensare positivo”, conclude il presidente di Confcommercio.