La Finanziaria presentata al Senato
Una Finanziaria ‘strutturale’ perché tiene
sotto controllo i conti pubblici. E ‘responsabile’
perché sostiene la crescita economica senza cedere alle
derive elettorali. Con tre priorità per l’impiego dei fondi pubblici: sanità,
sicurezza e Sud. Davanti al Senato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti,
ha illustrato la manovra economica per il 2006 inaugurando la sessione di
bilancio. Tremonti ha elencato le misure della manovra da 20 miliardi di euro
fornendo i dettagli sulle scelte di politica economica e gli approfondimenti
sulle novità. Ma ha affrontato anche i punti nevralgici del sistema produttivo
giunto con il fiato corto alla sfida globale.
“In Europa l’economia cresce di meno ed in Italia continua
a crescere meno dell’Europa. Le cause non sono congiunturali ma strutturali.
L’Italia non è riuscita ad entrare nella competizione internazionale”, ha
avvertito sottolineando che “le criticità vanno cercate dalle parti dell’euro e
della Cina”. Poi ha corretto il giudizio sulla moneta unica. “E’ stata
straordinariamente positiva perché ha permesso di consolidare il debito
pubblico. Ma
nella transizione ci sono stati fatti che non possiamo
considerare irrilevanti”. E, a sorpresa, ha ammesso che “l’11 settembre non
c’entra nulla con l'Italia e con l’Europa”.
Tornando alla manovra sono confermate le linee guida:dalla
lotta all’evasione fiscale allo sviluppo dei distretti industriali, dalla
riforma del Tfr alla Banca del Sud. Intanto si accende lo scontro sui tagli per
3,1 miliardi di euro agli enti locali. Comuni e Regioni
attaccano il governo. Mentre Tremonti li sollecita a
“ricontrattare lo stock del debito e dei mutu”. Scompare invece dall’articolo 66 l’estrazione del Lotto
quotidiana attraverso Internet, telefoni fissi e cellulari. La norma era
prevista in una versione non aggiornata del testo. A completare il quadro
giunge anche la Relazione previsionale che corregge la portata di alcuni
interventi. Il fondo per le famiglie viene ridotto da 1,4 a 1,1 miliardi di
euro mentre il costo del lavoro sarà tagliato dell’1% per un valore di 1,9
miliardi di euro nel 2006.
Se l’opposizione respinge come “inaccettabile” l’operato
di Tremonti, i sindacati si preparano allo sciopero generale. A deciderlo
saranno le segreterie convocate unitariamente per lunedì prossimo. “Siamo
contro questa finanziaria perché è sbagliata. Non
risponde ai problemi del Paese”, ha attaccato il leader della Cgil, Guglielmo
Epifani.
Ora il provvedimento passa in commissione Bilancio:
l’esame dovrebbe concludersi entro la fine del mese. Il termine per la
presentazione degli emendamenti è fissato
al 3 novembre. Quattro giorni dopo la manovra e il dl
collegato approderanno nell’Aula di Palazzo Madama.