Il presidente di Confcommercio Sergio Billè, ha indetto venerdì una conferenza stampa per chiarire in modo definitivo la sua posizione e quella della Confederazione in risposta ai continui attacchi di alcuni organi di stampa sulle risorse messe a disposizione del presidente. “Ritengo indispensabile – ha detto Billè - parlare di Confcommercio e di quel che ha fatto e non fatto, nella sua gestione, anche il suo presidente visto che il suo riserbo di queste settimane, riserbo che mi pareva più che doveroso in presenza di indagini della Magistratura che sono in corso su altri fronti, non solo rischia di essere mal interpretato, ma sta dando anche la stura, da parte di alcuni organi di stampa, a veri e propri attacchi alla Confederazione e a me medesimo”. “E a proposito di questi attacchi e mi riferisco, in particolare, a quanto è stato scritto dai quotidiani, dico subito – ha precisato il presidente di Confcommercio - che ho dato mandato ai miei legali di valutare gli elementi forniti attraverso gli articoli al fine di sporgere querela nei confronti di tali quotidiani per aver diffuso notizie o false, come ad esempio quella riportata del Sole 24 ore secondo la quale vi sarebbero state, di recente, indagini della Guardia di Finanza sulle strutture di Confcommercio, o palesemente insinuanti e per questo già ricadenti nell’area della vera e propria lesione dell’immagine e del decoro della Confederazione e di me medesimo. Come nel caso di alcuni articoli del Corriere della Sera”. “Ora dico basta. Proprio basta”. “Capisco che oggi – ha proseguito Billè - questa Confederazione, e se ne era avuto, del resto, già chiaro sentore dopo la nostra assemblea generale del 23 giugno, possa cominciare a dare forse troppo fastidio, per come essa si muove e per quel che ormai, nel sistema di mercato, rappresenta, ad alcuni cosiddetti tradizionali poteri forti di questo paese”. “Perché sia chiaro – ha proseguito - che l’area immobiliare non si tocca, il Corriere della Sera non si tocca, certe rendite non si toccano, il sistema bancario non si tocca, il metodo di erogazione delle risorse pubbliche fin qui e per decenni seguito non si può e non si deve toccare, etc. etc.” “Non la butto in politica anche se avrei mille ragioni per farlo. Sto ai fatti, sto, ad esempio, alle vicende che hanno caratterizzato il problema della riduzione dell’Irap che si voleva che andasse in un modo, nel solito modo, anziché in un altro”. Billè ha quindi chiarito la questione delle risorse “messe a disposizione del presidente in base a precise e non equivocabili delibere statutarie della Confederazione”. “La delibera è del 1974 e non è mai stata né modificata né messa in discussione. Solo più volte ribadita e riconfermata. Queste risorse servono soprattutto a prendere iniziative finalizzate a consolidare il complesso patrimoniale della Confederazione per affrontare i complessi problemi di un sistema economico oggi traballante”. Il presidente di Confcommercio ha poi ricordato che al momento del suo insediamento “lo stato patrimoniale non esisteva quasi più: più buchi che pilastri. Anzi, solo buchi. La Confederazione galleggiava sull’acqua”.
Il presidente ha poi affrontato l’argomento del
“cosiddetto affare immobiliare, via Lima 51”. “Un investimento immobiliare – ha
detto Billè - era, è e sarà sempre un investimento assai utile, anzi
indispensabile per il consolidamento patrimoniale di questa Confederazione.
Inoltre, l’operazione è stata fatta in modo corretto cioè in modo perfettamente
legale. Ci sono tutte le carte che lo comprovano”. Billè ha quindi precisato che
la scelta di fare un’operazione con Ricucci è stata fatta “perché era un’ottima
opportunità per la Confederazione e poi perché, lui insieme a molti nomi di assoluto prestigio del settore del
Real Estate hanno deciso di entrare nella nostra Confederazione creando la
Confimmobiliare, una federazione che, per altro, ha subito dato fastidio perché
essa entrava a gamba tesa in un settore che fino a quel momento era gestito, in
esclusiva, da altri”. E poi ha aggiunto: “perché non mi dovrebbe piacere
Ricucci e invece piacermi Della Valle?” Il presidente ha sottolineato che è
stata fatta una perizia preliminare “nei tempi e nei modi dovuti ed è di tutta
autorevolezza e l’acquisto già adesso è un buon investimento e quando la
ristrutturazione sarà completata lo sarà ancora di più”. Billè ha poi spiegato
che le risorse a sua disposizione non sono certo “fondi neri” ma disponibilità,
del tutto legittime, che, per delibere di organi confederali, sono utilizzabili
dal presidente confederale. Risorse che sono state utilizzate anche per
acquistare azioni Rcs, “rivendute già da diversi mesi con l’unico risultato di
incrementare le risorse”. Infine, il presidente Billè ha affrontato il tema
Enasarco sottolineando che “su Enasarco
non ho mai avuto e non ho alcun diretto potere d’intervento”.