Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto di tre
articoli per la correzione dei conti pubblici. “Questo - ha detto il premier
Silvio Berlusconi - per dimostrare come il governo lavora con rigore sulla
spesa pubblica in una prospettiva del rilancio della crescita e dello
sviluppo”. “La cosa più importante – ha sottolineato Berlusconi- è che non
tocchiamo le tasche dei cittadini”. Il Ragioniere Generale dello
Stato Mario Canzio uscendo da Palazzo Chigi ha detto che l’entità della manovra
correttiva vale complessivamente due miliardi di euro all’interno dei quali ci
sono 1.150 milioni di euro di tagli di spesa. Il ministro dell’Economia
Giulio Tremonti ha precisato che nel secondo articolo del decreto
è stata eliminata la cosiddetta “tassa sul Tubo”. “Al loro posto – ha aggiunto
Tremonti - vengono rimodulate le tabelle di ammortamento sul settore di energia
e gas, e questo, che ha effetto dall’ acconto 2005, non è una nuova tassa ma
una riduzione di un privilegio”. Il ministro dell’Economia ha
poi rivelato che il decreto contiene anche “una norma molto tecnica in alcuni
casi interpretativa per agevolare la vendita di immobili pubblici non
residenziali”. Tremonti ha quindi detto che “il governo confida di
centrare con la manovra il deficit convenuto a fine anno, che è pari al 4,3%.
Non c’è nulla di drammatico, e siamo tranquilli sul raggiungimento
dell’obiettivo”.