Finanziaria:
ora è una corsa contro il tempo
Il count down è iniziato. Entro la mezzanotte del 30 settembre il Governo dovrà aver varato la legge Finanziaria. E di giorni utili, per la messa a punto della manovra, ne rimangono assai pochi. Per il “neo” ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, è partita una corsa contro il tempo. Con un obiettivo chiaro: coniugare la riduzione del deficit, che
per il 2006 viaggia al 4,6%, con misure in grado di dare slancio all’economia e fiducia ai cittadini e alle imprese. La manovra dovà tranquillizzare i timori degli osservatori
internazionali, come la Commissione Ue e le agenzie di rating.
Il Governo deve realizzare una correzione del deficit di 0,8 punti percentuali, circa 11,5 miliardi, solo per piegare il deficit 2006 dal 4,6% al 3,8%, così come concordato con Bruxelles nell’iter triennale di rientro sotto la soglia del 3%. A questo dovranno aggiungersi le risorse per la promessa riduzione Irap e quelle per il rilancio dell’economia. I nodi da sciogliere riguardano però le misure. Nell’ultimo
anno Tremonti non ha nascosto la sua contrarietà ad un aumento della tassazione sulle rendite finanziarie. Per raccogliere risorse potrebbe così rispuntare l’ipotesi di dare le spiagge in concessione per periodi lunghi, anche per più di 40 anni.
Ma la proposta forte, quella che potrebbe caratterizzare la manovra, con un impatto è quella di detassare i prossimi aumenti salariali. Tremonti ne ha parlato più volte da quando è diventato vicepremier e il prossimo anno è attesa un’ondata di rinnovi contrattuali che riguarderanno tutto il settore pubblico e circa 7 milioni di lavoratori del settore privato. L’obiettivo sarebbe duplice: da un lato si darebbe una spinta alla competitività, con la riduzione del cuneo fiscale che pesa sulle retribuzioni; dall’altro aumenterebbe il potere d’acquisto delle famiglie.