Una Finanziaria da venticinque miliardi di euro
Ieri e’ stata presentata alle parti sociali la bozza della
manovra economica del governo. Una Finanziaria da 25 miliardi di euro di cui
circa 15 da destinare alla riduzione del deficit e alla spesa strutturale ed il
resto per rilanciare la crescita del sistema Italia. Previste anche misure a
favore delle famiglie a reddito fisso. Ma resta da verificare il menù degli
interventi prima che il consiglio dei Ministri di giovedì dia il via libera
definitivo al provvedimento.
SPESA. La scure cala in particolare sugli enti locali che
subiranno una riduzione del 6,7%. Offerta una possibilità di recupero ai Comuni
che collaborano nella lotta all’evasione: potranno incamerare il 30% di quanto
recuperato. Ed una maggiore flessibilità sul tetto del 2% agli investimenti.
Resta incandescente il fronte della sanità.
CONDONI. Esclusa l’eventualità di ricorrere ad un condono
previdenziale per far emergere il lavoro nero. Off limits anche sanatorie
fiscali e misure una tantum.
FAMIGLIA. Aumentano le detrazioni Irpef per i figli a
carico. Sul tavolo anche un piano di aiuti per le giovani coppie con
l'obiettivo di favorire l'affitto o l'acquisto della prima casa. E l'ipotesi di
introdurre un'assicurazione obbligatoria per garantire l'assistenza agli
anziani e ai non autosufficienti. Ma i libri di testo per la scuola
dell'obbligo non saranno gratis.
IMPRESE. Slitta la riduzione dell'Irap pari a 2 miliardi
di euro prevista dall'ex ministro Domenico Siniscalco. Sara' bilanciata da uno
sgravio di pari entita' sul cuneo fiscale all'interno della busta paga in modo
da sostenere anche il potere d'acquisto dei lavoratori. L'intervento sull'Irap
potrebbe essere riservato esclusivamente alle pmi con l'innalzamento della
no-tax area.
MISURE ANTI-SPECULAZIONE. La stretta dovrebbe applicarsi
alle agevolazioni fiscali sulle plusvalenze azionarie: si lavora ad un
prolungamento del periodo - da un anno a 18
mesi - in cui scatta l'esenzione. E' possibile anche porre
un limite alla percentuale di plusvalenza esente o una soglia minima di
possesso del capitale fissato nel 5% in molti paesi dell'Ue.
PENSIONI. Tramonta l'ipotesi di aumentare le minime
portando l'assegno a 600 euro mensili con un costo complessivo di 800 milioni
di euro. Smentita anche l'anticipazione all'anno prossimo della riforma
previdenziale che sara' introdotta nel 2008 dalla legge Maroni. Per fare cassa
scattera' probabilmente un aumento dei contributi su autonomi e
parasubordinati.
TAGLIO DEGLI STIPENDI. Proposta la decurtazione del 10%
allo stipendio di chi ricopre una carica pubblica. Interessati parlamentari,
governatori e consiglieri comunali. Gettito stimato: 1 miliardo di euro.
TFR. Confermata la "dote aggiuntiva" di 400
milioni di euro da destinare al fondo di garanzia per far decollare la riforma
della previdenza integrativa. Una misura che, insieme all'accordo Welfare-Abi
sul credito garantito al 4,16%, consente alle imprese la pianificazione dei
flussi finanziari dopo il conferimento della liquidazione ai fondi pensione.