Una Finanziaria da 21,3 miliardi di euro
Parte il confronto
sulla Finanziaria 2006 da 21,3 miliardi di euro. E spunta la
novità del bonus fiscale per compensare le famiglie più povere dell’aumento del
costo dell’energia. La misura, del costo complessivo di 200 milioni di euro,
verrà finanziata con i maggiori dividendi di Eni e Enel incassati dallo Stato.
Ieri, a Palazzo Chigi si è svolto il primo round tra il ministro dell’Economia,
Domenico Siniscalco, e le componenti del Governo sotto la regia del sottosegretario
Gianni Letta. La delegazione di An, guidata dal ministro delle Politiche
agricole, Gianni Alemanno, ha chiuso il giro delle consultazioni avviato
da Udc e Lega. Al
termine del faccia a faccia Alemanno ha annunciato che la manovra sarà
affiancata da “uno o più decreti legge” e che un provvedimento ad hoc conterrà
il bonus a favore delle famiglie colpite dal caro-petrolio di cui però non ha
precisato l’entità.
Si è trattato di
una presa di contatto in vista della verifica collegiale nel Consiglio dei
Ministri convocato per oggi. Siniscalco ha illustrato la bozza messo a punto
dai tecnici del Tesoro che prevede una manovra da 21,3 miliardi di euro (di cui
11,5 da destinare alla riduzione del deficit al 3,8% ed il resto alle misure
per lo sviluppo). Fra cui spiccano il taglio dell’Irap (2 miliardi di euro), il
fondo speciale per gli investimenti (3 miliardi) e le misure a sostegno
dell'economia (4,6 miliardi). “L’Udc si riserva di valutare il testo. Per
noi sono
fondamentali le politiche di sviluppo che verranno messe in campo”, ha detto il
vicepresidente dei senatori, Ivo Tarolli, al termine della riunione a cui hanno
partecipato anche il ministro della Funzione Pubblica, Mario Baccini, e il
sottosegretario al Tesoro,
Michele Vietti.
Per quanto
riguarda la copertura sono previste una stretta alla spesa di enti locali e
pubblica amministrazione per una cifra complessiva di 4 miliardi di euro e
nuove dismissioni immobiliari. Inoltre il pacchetto anti-evasione garantirà un
gettito di 3,3
miliardi di euro
attraverso l’introduzione di “controlli esplorativi” e di nuove sanzioni per
commercianti ed imprenditori. Infine, via libera alla rinegoziazione dei
contratti di affitto dei locali pubblici, all’istituzione di nuovi casinò e
alla tassazione di proventi illeciti.
Esclusa invece
l’ipotesi di aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie (su cui però An
e Udc insistono malgrado il secco no di Berlusconi). E quella di tagliare gli
stipendi dei parlamentari.