Il petrolio torna a correre e il Brent, il greggio di riferimento del mercato europeo, supera per la prima volta al mercato di Londra la soglia dei 70 dollari al barile.
Nella corsa al rialzo dei prezzi petroliferi giocano un ruolo di primo piano le crisi geopolitiche con in testa la vicenda del programma nucleare sviluppato dall’Iran. Ad acuire le tensioni, la visita a Teheran del capo dell’Agenzia per l’energia atomica, Mohamed El Baradei, nel tentativo di disinnescare una crisi che vede l’Iran sempre più determinato a portare avanti il piano diarricchimento dell’uranio e gli Stati Uniti pronti all’uso della forza. Una definitiva rottura con Teheran rischia di compromettere le forniture di greggio al mondo occidentale con un taglio delle esportazioni da parte del quarto Paese fornitore di petrolio.
Il Brent con consegna a giugno ha raggiunto un picco di 70,20 dollari al barile per poi rallentare a 70,08 dollari. A New York, le quotazioni del greggio con consegna a maggio hanno superato nuovamente i 69 dollari al barile per chiudere a 69,35 dollari. Ieri al Nymex, i prezzi avevano toccato i massimi da sette mesi a 69,60 dollari al barile, il livello più alto dal 2 settembre scorso.