“Il protocollo d’intesa siglato ieri dal Comune e da alcune associazioni di categoria non è stato sottoscritto dalla Confcommercio di Roma né dall’Assoristoranti-Confcommercio ma da alcune sigle minoritarie non riconosciute dalla nostra organizzazione”. A precisarlo è Cesare Pambianchi, presidente della Confcommercio di Roma e del Lazio. “Non abbiamo sposato il contenuto del documento – ha spiegato Pambianchi – perché il lavoro del tavolo di concertazione, trascinato da oltre un anno, non ha tenuto conto di nessuna delle richieste avanzate dai pubblici esercizi associati alla nostra organizzazione”.
E Nazareno Sacchi, presidente di
Assoristoranti ha sottolineato che “tra i motivi della contestazione vi è
l’aumento spropositato del canone di occupazione di suolo pubblico: il 112% in
più rispetto al 2004. Un esempio: per un’occupazione di circa 60 mq un
esercente dovrà versare nelle casse comunali 12000 euro per l’anno 2005 e 13000
euro per il 2006”. “Anche la questione dell’occupazione di suolo pubblico nelle
piazze storiche – ha continuato Sacchi- doveva essere affrontata e risolta in
sede di concertazione. Al contrario, la categoria ha appreso solo dalla stampa
l’approvazione della delibera di giunta che ha inasprito i criteri di
concessione”. “Non erano questi – ha concluso Sacchi- gli impegni assunti
verbalmente e per questo avevamo chiesto all’assessore di continuare a cercare
su tutti i problemi del comparto una soluzione reale e non politica”.