Carburanti: la Figisc condanna il traffico illegale
“La nostra condanna nei confronti di quei gestori per i quali c’è un
riscontro di comportamento illecito con la vendita illegale di carburante non
può che essere la più chiara e netta. Attendiamo con fiducia che vengano svolte
tutte le indagini necessarie e che si accerti la responsabilità degli operatori
coinvolti”: è il commento di Luca Squeri, presidente Figisc (Sindacato gestori
carburanti) alle prime informazioni sull’operazione del Comando provinciale di
Milano della Guardia di Finanza nei confronti di un’organizzazione dedita al
traffico illegale di prodotti petroliferi. La banda rubava carburanti dalle
autocisterne e li rimetteva illecitamente in vendita da distributori
compiacenti. L’operazione condotta dalle fiamme gialle ha visto oltre cento
perquisizioni in abitazioni, stazioni di servizio, uffici e officine meccaniche
ponendo sotto sequestro 43 impianti di distribuzione di carburante nelle
province di Milano, Brescia, Bergamo, Varese, Lodi, Pavia, Novara, Verbania e
Vercelli, 52 autocisterne che facevano capo a tre grandi società di trasporto
del Nord Italia ed un ingente quantitativo di benzina e gasolio.
“Dobbiamo adesso capire le modalità e l’entità del fenomeno evidenziato
dalle indagini della Guardia di Finanza; dalle prime risultanze sembra che
qualche gestore compiacente si sia prestato a contrabbandare
carburante sottratto dalle autocisterne destinate a tutti i loro
colleghi. Rattrista – conclude Squeri – che la credibilità di un’intera
categoria venga danneggiata da pochi i cui comportamenti, oltre che essere
illegali, costituiscono un vero e proprio tradimento dell’etica professionale
diretto, oltretutto, ad una concorrenza sleale nei confronti di tutti gli altri
operatori. Noi gestori siamo le vittime, insieme all’Erario, di questi atti
illeciti”.