Capretti e agnelli, le classiche uova di cioccolato e le colombe per la pasticceria. A tavola, la Pasqua dei torinesi sarà all’insegna della tradizione, con qualche novita' come il filetto freddo di pescatrice all’aceto di miele e il lardo di Patanegra. A rivelarlo è un’indagine dell’Ascom secondo cui, nonostante l’ottimismo per il comparto dei viaggi, anche quest’anno i torinesi apriranno il portafogli soprattutto per cibo e bevande, dove si registrano prezzi stabili e si prevedono vendite in aumento. “A pochi giorni dalla festa - sottolinea il presidente di salumieri, pastai e gastronomi torinesi, Mauro Rosada - le prenotazioni sono buone e in parte sono già state anticipate al Venerdì Santo”.
Rispetto al passato, stanno lavorando di più soprattutto i pastifici: “sappiamo per esperienza - spiega il vicepresidente dell’Associazione, Giorgio Ferri - che quelli decisivi sono gli ultimi tre giorni, ma siamo già ottimisti: puntiamo ad un incremento delle vendite fra il 3% e il 5%”.
Sono numerosi, però, i torinesi disposti a rinunciare Ai piaceri della tavola per trascorrere qualche giorno di vacanza in Italia o all’estero. “I piemontesi che si muoveranno durante i giorni di Pasqua e nei ponti successivi - rivela Carlo Bortott, presidente Fiavet Piemonte e Valle d’Aosta - saranno il 10% in più rispetto all’anno passato”. Le Maldive, il Mar Rosso, la Spagna e la Francia sono le mete preferite per chi ama l’estero, ma l’onda lunga delle Olimpiadi invernali continua a far crescere l’interesse anche per la Valle di Susa e la Val Chisone.
In generale, dunque, c’è ottimismo per l’andamento delle vendite: “il mondo commerciale - conclude la presidente dell’Ascom torinese, Maria Luisa Cappa - guarda oggi con buone aspettative alla prima e più importante festa della primavera”.