Il fondo monetario “taglia”
stime di crescita per l’Italia
L’economia mondiale accelera nel 2006 rispetto al 4,8% del 2005 per la spinta dei Paesi asiatici, Cina e India in testa: sulla base del World Economic Outlook, il Fondo monetario internazionale stima nell’anno in corso una crescita globale del 4,9%, lo 0,6% in più di quanto ipotizzato appena lo scorso settembre. Per quanto riguarda l’Italia, il Fmi rivede al ribasso le stime di crescita 2006 rispetto alle previsioni di settembre: +1,2% invece dell’1,4%. Più marcato il taglio nel 2007, pari allo 0,3%, per un Pil in progresso dell’1,4% a fronte dell’1,7% precedente. Il rapporto deficit/Pil è ipotizzato al 4% per l’anno in corso e al 4,3% per il 2007. Dopo l’inversione di rotta del 2005, con un rialzo al 106,3% del Pil, continuerà anche nel 2006 il trend di crescita del debito pubblico italiano al 106,9%, per salire ancora nel 2007 fino al 107,6%. L’inflazione si attesterà al 2,5% e al 2,1% nel 2006 e nel 2007, mentre negli stessi anni il Fondo stima un progressivo miglioramento del contesto occupazionale, con i senza lavoro in calo prima al 7,8% e poi al 7,6%.
Infine, le note dolenti: i prezzi al barile del petrolio potrebbero schizzare e “inchiodarsi” a metà anno oltre gli 80 dollari. Con una capacità in eccesso ancora molto bassa, si legge nel World Economic Outlook di aprile, i mercati sono fortemente esposti agli choc petroliferi e, sulla scia dell’aumento della incertezza geopolitica in Medio Oriente, i rischi legati al peggioramento dello scenario sono in deciso rialzo, “con un 15% di probabilità che il prezzo del petrolio resti inchiodato oltre gli 80 dollari al barile per la metà del 2006”.