La Commissione Europea ha
avviato la procedura di messa in mora contro 17 Stati membri, tra cui l’Italia,
per non aver adempiuto alle disposizioni sull’apertura dei mercati energetici.
La Commissione ha inviato complessivamente 28 lettere diemessa in mora per
mancato od incompleto recepimento delle direttive su gas ed elettricità. Le
lettere sono state inviate a Austria, Belgio, Repubblica ceca, Germania,
Estonia, Spagna, Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda, Italia, Lituania,
Lettonia, Polonia, Svezia, Slovacchia e Regno Unito. Inoltre, la Commissione
prosegue la sua azione davanti alla Corte di Giustizia nei confronti dei Paesi
che non hanno ancora comunicato le disposizioni nazionali d’attuazione (Spagna e
Lussemburgo) mentre continua l’esame della conformità delle legislazioni del
Portogallo e dell'Ungheria.
I principali problemi rilevati
dalla Commissione sono: persistenza di prezzi regolamentati, in particolare a
profitto dei clienti idonei, che bloccano l’arrivo di nuovi concorrenti;
assenza di separazione giuridica ed insufficiente separazione gestionale dei
gestori delle reti di trasporto e di distribuzione dell’elettricità e del gas
per garantire la loro indipendenza; accesso discriminatorio dei terzi alla rete
e insufficiente trasparenza delle tariffe; libera scelta del fornitore;
competenze delle autorità di regolazione, in particolare per la fissazione
delle tariffe d’accesso alle reti; accesso preferenziale per alcuni contratti
storici nel settore elettrico o del gas; mancata notifica degli obblighi di
servizio pubblico ed insufficiente indicazione dell'origine dell’elettricità.
In sostanza la Commissione ha
ammonito gli Stati ad adeguarsi alle direttive, circostanza indispensabile in
vista dell'apertura totale del mercato interno dell'energia prevista per luglio
2007.
All’Italia, insieme a Polonia,
Repubblica Ceca e Regno Unito, è stato contestato di non aver ancora recepito
la legislazione comunitaria concernente la promozione dell’energia elettrica
rinnovabile in Europa, ed in particolare di non aver riferito alla Commissione
circa i progressi ottenuti nel suo uso. L’Italia, poi, insieme a Lettonia,
Cipro, Grecia e Irlanda, secondo la Commissione, ha adottato misure
insufficienti per promuovere adeguatamente le energie rinnovabili. La direttiva
europea fissa come obiettivo una quota del 21% di energia elettrica prodotta da
fonti energetiche rinnovabili sul consumo totale di elettricità dell'Unione
europea entro il 2010 mentre tale percentuale attualmente e' pari al 14%.
AllìItalia viene contesato anche di non aver presentato la relazione sulla
promozione dell’uso dei biocarburanti.