In calo la fiducia dei consumatori
Secondo la consueta inchiesta dell’Isae, ad aprile la fiducia dei consumatori scende sui minimi dallo scorso ottobre portandosi a 106,1 da 109,1 di marzo. L’indice grezzo scende da 108,4 a 106,1 e quello depurato anche dai fattori erratici passa da 108,4 a 107,1. Scendono nettamente sia le valutazioni relative al clima corrente, sia le attese per i prossimi mesi, sia, soprattutto, le opinioni sulla situazione personale: peggiorano infatti le valutazioni sulla convenienza attuale e le possibilità future di risparmio. Le opinioni sul clima economico generale del paese migliorano invece lievemente, grazie ad attese più favorevoli sull'evoluzione del mercato del lavoro, che più che compensano il deterioramento di quelle sulla situazione economica dell’Italia. Tra le variabili che non entrano nella definizione di fiducia, si consolidano ulteriormente i giudizi di rallentamento della dinamica inflazionistica, anche se emerge qualche timore per i prossimi dodici mesi, probabilmente legato agli ulteriori rincari dei corsi dei prodotti energetici. Segnali di prudenza emergono infine anche circa la possibilità di effettuare spese particolarmente impegnative come quelle per l'acquisto di beni durevoli in generale, dell'auto e dell'abitazione in particolare. A livello territoriale, il clima di fiducia peggiora marcatamente nel Centro e nel Mezzogiorno e in misura più contenuta nel Nord Est, mostrando invece segni di miglioramento nel Nord Ovest. Ad aprile i consumatori giudicano invariata rispetto al mese precedente la situazione economica del paese, ma sono nettamente più pessimisti per la sua evoluzione a breve termine. Per contro, migliorano le attese sull'andamento della disoccupazione, sui minimi dall'ottobre 2004. Riguardo alla dinamica inflazionistica, il saldo ponderato grezzo relativo all'andamento dei prezzi negli ultimi 12 mesi si ridimensiona, tornando sui valori di fine d'anno.
Qualche segnale di preoccupazione proviene invece dalle
attese sull'andamento dell'inflazione nei prossimi dodici mesi: le nuove
tensioni inflazionistiche potrebbero essere legate ai nuovi rincari dei prezzi
dei prodotti energetici, in atto sui mercati internazionali nell'ultimo mese.
Indicazioni generalmente negative provengono dalle valutazioni sulla situazione
personale degli intervistati. In particolare, si ridimensiona per il secondo
mese consecutivo il saldo sulla convenienza presente del risparmio e scendono
bruscamente le previsioni sulle possibilità future di risparmiare. Peggiorano
anche i giudizi sullo stato del bilancio familiare oltre a giudizi e previsioni
sulla situazione economica della famiglia. Riguardo al mercato dei beni
durevoli, i consumatori esprimono pareri meno favorevoli sia circa la
convenienza presente di acquisto, sia riguardo alle intenzioni future ; va
peraltro considerato che si riduce al 67% (era pari al 72% in marzo) la quota
di quanti affermano di non essere intenzionati ad effettuare alcuna spesa nei
prossimi dodici mesi. Piu' specificamente, le intenzioni di spesa nei prossimi
12 mesi per l'automobile e l'abitazione (rilevate su base trimestrale) ad
aprile rimangono sostanzialmente invariate rispetto a gennaio in termini di
saldo: per l'auto, però, si ridimensiona lievemente dal 9 all'8% la quota di
quanti ne prevedono "certamente" o "probabilmente"
l'acquisto, mentre per quanto riguarda l'abitazione la percentuale di quanti
non prevedono l'acquisto ne' "certamente", ne'
"probabilmente" si riduce dall'89 all'86%. Migliora infine il saldo
relativo ai programmi di spesa di manutenzione. Il deterioramento della fiducia
dei consumatori registrato a livello nazionale si diffonde in modo eterogeneo
sul territorio: l'indice risulta in peggioramento nel Nord Est e nel Centro-Sud
mentre e' in miglioramento nel Nord Ovest. Si deteriorano soprattutto i giudizi
e le previsioni sulla situazione economica personale e le opinioni sul quadro
corrente e futuro, mentre e' meno diffuso il peggioramento delle opinioni sul
quadro economico generale.