Secondo la “fotografia” fatta dall’Isae sugli indici di fiducia, a febbraio scende il commercio e a marzo salgono i servizi. L’indicatore del clima di fiducia del commercio, considerato al netto della componente stagionale, si ridimensiona, portandosi da 105,5 (in gennaio) a 104,4 sui livelli medi del quarto trimestre 2005. Il peggioramento riflette, in particolare, la prevalenza di giudizi negativi sia sull’andamento corrente degli affari che sul livello delle scorte. Indicazioni più favorevoli emergono, al contrario, dalle attese sull'andamento futuro delle vendite. Quanto alle variabili che non entrano nella definizione del clima di fiducia, segnali di ottimismo emergono dal lato dell'occupazione e del volume futuro degli ordini. “Rispetto alla rilevazione scorsa – sottolinea l’Isae- si confermano in ulteriore accentuazione, con particolare riguardo alla dinamica futura di prezzi di vendita, le tensioni inflazionistiche”. Disaggregando i risultati per tipologia distributiva, anche in questo mese il peggioramento della fiducia riguarda soprattutto la distribuzione tradizionale (102,2 da 108,3 in gennaio), mentre migliora in quella moderna (107,1 da 103,5). A febbraio, le aspettative a breve termine degli operatori commerciali denunciano un'evoluzione nel complesso favorevole per quel che riguarda il volume futuro delle vendite, degli ordini ed, infine, dell’occupazione. Dopo il calo di febbraio, invece, aumenta a marzo la fiducia nei servizi di mercato. L’indice grezzo sale, infatti, a 24 (da 20 di febbraio), grazie al netto miglioramento dei giudizi sugli ordini e al recupero delle aspettative sull’economia. L’andamento della fiducia non è omogeneo a livello settoriale: l'indicatore balza ai livelli massimi osservati sin dall'autunno 2004 nei servizi alle famiglie (a 33, da 11) dove prevalgono giudizi e aspettative favorevoli sulla domanda sia nei settori turistici, sia nei trasporti terrestri e nelle poste e telecomunicazioni; la fiducia aumenta anche nei servizi finanziari (a 15, da 9) e cala, per contro, in quelli alle imprese (a 17, da 27), a causa soprattutto del deteriorarsi delle aspettative sugli ordini; nel marzo 2005, il clima di fiducia nei servizi alle famiglie, finanziari e alle imprese, era pari rispettivamente a 29, 23 e 19. A livello territoriale, la fiducia cala nel Nord Ovest (a 23, da 30) e al Sud (a -12, da 6); l'indice migliora invece nel Nord Est (a 26, da 24) e al Centro (a 37, da 4). A marzo, migliorano i giudizi su ordini (a 28, da 19 il saldo) e fatturato (a 16, da 9); per contro, cala anche questo mese il saldo sull'occupazione (a -3, da 6). Secondo le imprese intervistate, peggiorano a marzo le aspettative su ordini, fatturato e occupazione. Nei servizi finanziari, gli operatori sono ottimisti rispetto a tutte le variabili rilevate. Nei servizi alle imprese, per contro, gli operatori sono più pessimisti che a febbraio sia rispetto alle variabili aziendali, sia rispetto alla tendenza dell'economia. Anche l'analisi territoriale mostra l'esistenza di alcune differenze. Nel Nord Ovest calano i saldi su ordini, fatturato e occupazione e recupera, per contro, quello sulla tendenza dell'economia. Nel Nord Est rimane stabile il saldo sugli ordini e si ridimensionano, rispetto alle aspettative nettamente positive di febbraio, quelli su fatturato occupazione ed economia. Al Centro, gli operatori sono ottimisti su ordini, fatturato ed economia italiana; cala invece il saldo sull'occupazione. Nel Mezzogiorno, infine, peggiorano le aspettative su ordini, fatturato ed economia e, aumenta, per contro, il saldo sull'occupazione.