Il ministero dell’Economia e quello dello Sviluppo
economico hanno firmato il protocollo d’intesa sugli studi di settore con
Confcommercio, Confartigianato, Confesercenti, Cna e Casartigiani. La firma del
memorandum è stata posta dal ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi
Bersani, dal vice ministro dell’Economia, Vincenzo Visco e dai presidenti delle
quattro associazioni di categoria. Numerosi gli impegni contenuti nell’intesa
“nel comune intento di riaffermare i principi ed i valori che hanno condotto
alla sottoscrizione del primo accordo
del 26 settembre 1996”.
In base al Protocollo, il vice ministro dell’Economia e
delle Finanze s’impegna nel breve termine a rafforzare in modo mirato
l’attività di controllo e repressione nei confronti degli evasori totali,
soprattutto se l'evasione deriva da secondo lavoro. Inoltre s’impegna “a
procedere ad un riesame dei regimi agevolati ora previsti, incluso quello per
le nuove iniziative produttive, al fine di una loro maggiore razionalizzazione
ed utilizzabilità da parte dei giovani; proporre alla Commissione di studio
sull'imposizione fiscale sulle società di esaminare, nell'ambito dell’attività
di ricognizione e approfondimento delle problematiche inerenti in generale alla
fiscalità d'impresa, una possibile revisione del regime impositivo relativo
alle operazioni di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale; favorire la
neutralità fiscale, sia sotto il profilo dell'imposizione diretta che
indiretta, sui trasferimenti a titolo gratuito delle aziende esercitate
dall'imprenditore individuale o di quote di società in favore di componenti del
nucleo familiare dell'imprenditore o dei soci che assicurino la continuità
dell’attività imprenditoriale; favorire la preventiva consultazione delle
Organizzazioni di categoria in sede d'introduzione di nuovi adempimenti e
prevedere una successiva fase di monitoraggio e verifica degli effetti ad essi
correlati; valorizzare i principi contenuti nello Statuto del contribuente con
particolare riguardo a quelli sulla efficacia temporale delle norme tributarie;
monitorare, assieme alle Organizzazioni firmatarie del presente protocollo, il
rispetto di termini adeguati nel fornire, da parte dell'Amministrazione
finanziaria, i chiarimenti e gli strumenti indispensabili per i corretti
adempimenti tributari in special modo quelli delle dichiarazioni fiscali.
Il vice ministro dell’Economia si impegna a prevedere
l’incremento a 7,5 milioni di euro del limite di ricavi previsto per l'applicazione
degli Studi e rivedere le cause di esclusione e di inapplicabilità degli Studi
anche mediante una semplificazione dell'attuale sistema di annotazione
separata; prevedere, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, per il
contribuente il cui Studio è asseverato, in caso di accertamento sul reddito
d'impresa e successivo ricorso presso la Commissione Provinciale, il versamento
nella misura del 25% delle somme iscritte a titolo provvisorio nei ruoli;
orientare, prioritariamente, l'attivita' di controllo e accertamento nei
confronti dei soggetti i cui ricavi dichiarati risultano inferiori al valore
minimo determinato sulla base dell'intervallo di confidenza nonché nei
confronti dei soggetti esclusi dall'ambito di applicazione degli Studi, tenendo
conto di appositi indici di normalità economica; consentire forme di
accertamento induttivo, per i soggetti che risultano congrui e coerenti
rispetto agli Studi, già a decorrere dal periodo d'imposta 2006, soltanto se
sia comprovata e adeguatamente motivata nell'avviso di accertamento
l'inadeguatezza dello Studio di settore a stimare correttamente il volume di
ricavi del contribuente e se la ricostruzione induttiva porti ad un maggior
ricavo superiore a specifiche soglie (sia in termini percentuali che assoluti)
rispetto a quanto dichiarato dal contribuente. Tale preclusione si applica a
condizione che siano correttamente dichiarati i dati rilevanti ai fini
dell'applicazione degli Studi di settore fatti salvi errori che determinino un
maggior imponibile accertabile non superiore al 10% di quello dichiarato;
superare la valenza fiscale dello scontrino e della ricevuta fiscale, con
l'eliminazione delle relative sanzioni, in correlazione all'attuazione del
sistema telematico di comunicazione dei corrispettivi all'Amministrazione
finanziaria.