Tutti in carrozza contro i blocchi del traffico
Saliranno
in carrozza, attraverseranno la città e le ‘suoneranno’ al sindaco Massimo
Cacciari. I commercianti di Mestre e Marghera hanno deciso di ricorrere
all’ironia contro le misure adottate dal Comune di Venezia per contrastare
l’inquinamento atmosferico e giovedì 2 marzo – in concomitanza con il blocco
del traffico - percorreranno le principali vie di Mestre a bordo di quattro
carrozze e quattro carri trainati da pariglie di cavalli; accompagnati da una banda
musicale, faranno tappa in via Palazzo, sede mestrina del Comune di Venezia,
per consegnare al sindaco un documento con le loro proposte.
L’idea è stata presentata
ufficialmente nel corso di una conferenza stampa svoltasi svolta nella sede
della Confcommercio Unione Provinciale di Venezia, a Mestre.
Grafici dell’Arpav alla mano, la
Confcommercio ha sottolineato come le automobili non siano affatto la
principale fonte di inquinamento da Pm 10, e come – a dispetto dell’evidenza -
il Comune abbia adottato i blocchi del traffico come unica misura per
contrastare il problema, penalizzando inutilmente i commercianti e i cittadini.
“Prendiamo atto – ha dichiarato
il presidente dell’Ascom mestrina, Doriano Calzavara – del fatto che il sindaco ha scritto al Prefetto,
all’Ente zona e al presidente della Provincia per coinvolgerli nelle decisioni
che verranno prese in proposito. Sappiamo che ci sarà anche un coinvolgimento
degli industriali, ma a tutt’oggi il dato di fatto è che gli unici penalizzati,
oltre ai cittadini, siamo noi commercianti. L’auspicio è che, come ci sono
severi controlli sui veicoli in entrata e in uscita dalla città, analoghe
misure vengano prese nei confronti di tutte le altre fonti inquinanti”.
“I blocchi del traffico ormai
sono come l’olio di ricino – ha aggiunto il direttore della Confcommercio
provinciale Danilo De Nardi – Vanno bene per tutto, e si applicano anche lì
dove non serve”. “Abbiamo scelto l’ironia – ha precisato il presidente
dell’Ascom di Marghera, Giuseppe Fedalto – perché ci sembra l’arma più
tagliente in questo momento, anche se alcuni di noi erano per la linea dura.
Crediamo che sia giunto il momento, dopo tante proteste e proposte fatte alle
istituzioni, di dare un segnale forte attraverso un mezzo d’impatto”.