Il prossimo 31 marzo scade in Piemonte la moratoria relativa alla
possibilità di presentare nuove domande di autorizzazione per grandi strutture
di vendita. Il provvedimento, sollecitato da Confcommercio, è stato approvato
il 6 luglio scorso, nell’obiettivo di
consentire la revisione della normativa in vigore, ritenuta troppo
permissiva e considerata causa di una serie di pericolosi disequilibri tra le
diverse tipologie di insediamenti commerciali.
“Abbiamo apprezzato – sottolinea Ferruccio Dardanello, presidente provinciale e regionale dell’associazione – la sensibilità della Presidenza, della Giunta e del Consiglio subalpini. Il dispositivo in vigore sino all’estate 2005 ha prodotto lo sviluppo esponenziale della grande distribuzione, mettendo in crisi la rete tradizionale dei punti vendita. Una pausa ci è parsa quanto mai opportuna per verificare la situazione e predisporre nuove regole”.
In realtà, a due mesi dalla scadenza della sospensiva, non si sono ancora
fatti significativi passi avanti. Non solo, ma i rappresentanti delle categorie
interessate non sono stati sentiti e non si è effettuata una approfondita
valutazione dell’esistente.
La situazione resta, dunque, piuttosto confusa, visto che, nell’intervallo
di tempo tra l’annuncio della moratoria e l’entrata in vigore della stessa, si
è registrata la corsa alla presentazione di domande per nuovi insediamenti.
Occorre, dunque, verificare quanti progetti sono rimasti sulla carta e quanti, invece, sono stati realizzati del
tutto o in parte, in modo da fondare le scelte future su dati incontestabili.
Se non ci si muoverà in tale direzione, il prossimo primo aprile si
dovrà ripristinare la situazione antecedente la legge del luglio scorso,
cancellando le speranze e mettendo a dura prova la fiducia degli operatori del
comparto.
“Per evitare un inglorioso passo indietro – aggiunge Giorgio Ferrua,
direttore di Confcommercio Cuneo – abbiamo inviato, nei giorni scorsi, una
lettera alla presidente Bresso, chiedendo che sia considerata l’opportunità di
una proroga di almeno 12 mesi per la sospensiva. Ci rendiamo conto, infatti,
che, senza rinvii sarà estremamente difficile approdare ad una modifica
normativa, anche perché le autorità regionali hanno, nei prossimi due mesi,
impegni notevoli da affrontare, collegati alle Olimpiadi prima ed alle elezioni
politiche poi”.
In provincia di Cuneo, nello specifico, i metri quadri concessi alle grandi strutture commerciali sono passati dai 77.000 circa dell’anno 2000 con 19 realtà autorizzate, agli oltre 250.000 successivi, con un incremento del 300 per cento degli spazi loro concessi.