L’unione regionale chiede un
intervento deciso alle istituzioni “per affrontare in maniera decisa la
problematica relativa agli insostenibili tempi di accesso alla Capitale, una
volta usciti dal casello di Roma Est, da parte degli utenti provenienti dalle
Autostrade A24 Teramo-L’Aquila-Roma e A25 Pescara-Roma, che collegano il
versante adriatico a quello tirrenico”. “Stiamo ascoltando in questi giorni –
prosegue la nota di Confcommercio - le polemiche sugli aumenti delle tariffe
autostradali intervenuti nel corso degli anni, e ci appare strano come il
fulcro di tali polemiche si concentri esclusivamente sul lato prettamente
economico, senza considerare invece il fatto che i tempi medi di percorrenza
dei tratti autostradali sopra indicati arrivino ad un massimo di un’ora, mentre
quelli minimi necessari per arrivare dal casello al centro di Roma, pari a
circa trenta chilometri, vadano dall’ora e mezzo alle tre ore”. “Non riteniamo
possibile che un’autostrada così importante, quale quella che per l’appunto
concentra i flussi di utenza provenienti per i più svariati motivi, in primis
di carattere lavorativo, ma anche commerciale e turistico, da ben quattro
regioni – Abruzzo, Lazio, basse Marche e alta Puglia, bel lungi dal fornire una
facilitazione, offra al contrario un profondo disservizio, venendo così meno al
proprio scopo principale, che dovrebbe essere quello di razionalizzare il
traffico e diminuire i tempi di percorrenza”. “Ci chiediamo –prosegue
Confcommercio Pescara - a quale titolo proporre ulteriori aumenti dei pedaggi,
quando, a fronte di questi, non si effettuino interventi in grado di risolvere
il cuore del problema, che ribadiamo identificarsi nell’inammissibilità di
trovarsi, una volta alle porte di Roma, una mole di traffico nei cui confronti
la continuazione del tratto autostradale dopo il casello ed i Raccordi Anulari
appaiano ormai da tempo palesemente inadatti e sottodimensionati”. “Riteniamo
quindi – conclude l’Associazione dei commercianti - che il problema evidenziato
debba essere affrontato in maniera categorica e soprattutto congiunta,
attraverso un “cartello” composto da tutte le Istituzioni interessate, che
abbiamo individuato nelle Regioni, Amministrazioni Provinciali, Comuni e Camere
di Commercio abruzzesi, laziali, marchigiane e pugliesi, nelle Società
concessionarie Strada dei Parchi Spa e Autostrade per l’Italia Spa e nell’ANAS,
le quali facciano fronte comune per richiedere e/o proporre alternative in
grado di fornire soluzioni ad uno stato di cose divenuto ormai insostenibile”.