Secondo l’indagine periodica del Centro Studi di Unioncamere sulla congiuntura delle piccole e medie imprese da 1 a 500 dipendenti nel IV trimestre 2005, le vendite del settore sono tornate in utile dopo 15 trimestri (dal marzo 2002 a ottobre 2005). Un risultato dovuto all’andamento positivo della grande distribuzione e ad una ripresa delle vendite dei prodotti non alimentari. Tuttavia le imprese restano caute riguardo al futuro. Tra ottobre e dicembre 2005 le vendite al dettaglio hanno registrato complessivamente un incremento dello 0,4% rispetto allo stesso trimestre del 2004. A crescere, in realtà, sono le aziende della grande distribuzione (+2,8%), mentre la media (-0,3%) e soprattutto la piccola distribuzione (-1,5%) registrano ancora una riduzione dei volumi di vendita. La ripresa generalizzata si distribuisce unicamente nelle due ripartizioni settentrionali (+1,0% nel Nord-Ovest e +1,5% nel Nord-Est) e al Centro (+0,3%), mentre al Sud le imprese evidenziano ancora difficoltà (-1,2%). Il saldo positivo si deve alla ripresa delle vendite dei prodotti non alimentari (+0,2% quelli di abbigliamento e accessori e +0,9% quelle dei prodotti per la casa ed elettrodomestici), e all’andamento decisamente positivo di ipermercati, supermercati e grandi magazzini, che mettono a segno un incremento del 3,2% delle vendite tra ottobre e dicembre scorso. Il commercio al dettaglio di prodotti alimentari continua, invece, a registrare una contrazione (-0,8%). Permane, comunque, un atteggiamento di grande cautela da parte delle imprese commerciali. Ammonta, infatti, a -2 il saldo tra attese di aumento e previsioni di decremento delle vendite, declinato in maniera differente a seconda delle dimensioni d'impresa (negative le previsioni per piccola e media distribuzione, positive quelle della grande distribuzione), delle ripartizioni territoriali (positive quelle del Nord-Ovest, negative tutte le altre) e dei settori di attività (ammonta a +3 il saldo tra attese di aumento e di decremento delle imprese del commercio al dettaglio di prodotti per la casa ed elettrodomestici e a +11 quello degli ipermercati, supermercati e grandi magazzini, mentre tutti gli altri segmenti hanno previsioni moderatamente negative).